Senza la profezia rimane la complicità


Pubblico l’interessantissima lettera di don Paolo Farinella al cardinale Bagnasco.

Il prete genovese si era già distinto in passato per alcuni interessantissime lettere aperte (1, 2) in cui contestava le scelte retrogade del Pastore Tedesco e la pochezza morale del Presidente del Consiglio e del leader UDC (!), Pierferdinando Casini, e si lamentava di come la Chiesa si chinasse (da quale verso non mi è ben chiaro…,) compiaciendoli ed ossequiandoli in un gioco di interessi reciproco.


Ora torna a colpire con una lunga riflessione (che vale proprio la pena leggere!) sui recenti scandali italiani e  le reazioni in sordina della Chiesa.

Ho sottolineato alcuni passaggi particolarmente significativi per chi fosse troppo pigro per leggere l’intera pagina😉

Lettera aperta al cardinale Angelo Bagnasco

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

7 risposte a “Senza la profezia rimane la complicità

  1. E’ giusto ciò che afferma don Paolo, non si tratta di un prete rosso, bensì di un uomo di fede che crede nella parola di DIo e nella Sacra Scrittura, non sono questi i comportamenti che la parola di DIO ci insegna e la Chiesa in sè dovrebbe dimostrare la lontananza dagli atteggaimenti di presidente del consiglio così “peccatore” sotto ogni aspetto…mi sembra di tornare al Medioevo quando con i soldi ci si poteva comprare l’indulgenza.
    Io sono una cattolica professante e con il passare del tempo sono arrivata a considerare la Chiesa solo un mezzo per ascoltare la parola di DIO, non più come maestra essa stessa di vita, anche perchè è notevole la contrapposizione tra la parola professata e il comportamento che poi la stessa tiene…ad eccezione di poche sante persone come don Paolo.
    Il presidente del consiglio è immorale rispetto ad ogni modo di pensare lecito alla politica, indipendentemente dalla religione che si professa…ma ancora più per chi è nelle vesti di rappresentante della Chiesa, ognuno dei suoi atteggiamenti è condannato dalla Bibbia e da Dio…lo so io una semplice credente…potrebbero non saperlo o non averlo capito le autorità ecclesiali??? Piuttosto non vogliono capirlo!

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  2. Giovanni Vizzola

    Grazie don Paolo Farinella, esprime in modo preciso e concreto il senso di disagio che abbiamo in molti davantio a questo atteggiamento ambiguo della Chiesa.

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  3. Ringrazio Giovanni e Mary per i commenti e devo dire che condivido l’ammirazione per questo uomo posato e riflessivo che si scaglia con la forza della dialettica contro gli abusi e il malcostume vaticano.
    Come avrà notato chi si è soffermato sul blog per qualche secondo in più del necessario a leggere questa splendida lettera, io non sono cattolico (sono felicemente agnostico) e non amo l’invadenza di tale religione e i notevoli danni da essa causati nel nostro paese.

    Ciononostante, ritengo importante la tolleranza e il rispetto reciproco, quindi non è mia intenzione attaccare la religione cattolica in sè, quanto piuttosto i suoi squallidi rappresentanti che purtroppo sono spesso assunti come modello da milioni di fedeli…
    mi fa piacere che ci sia ancora chi dissente da certi atteggiamenti anacronistici e primitivi e chi si sforza di dare una parvenza di validità ai principi fondamentali della dottrina cattolica classica.

    Rivolgo un personale invito ai cattolici che non si riconoscono in questa Chiesa meschina e corrotta: abbandonate il culto classico – alle dipendenza del clero (che non è fatto di parroci come don Paolo Farinella o don Vitaliano, che sono mosche bianche in una coltura di insetti molesti) ed esercitate la vostra religione in maniera privata o in piccoli gruppi.
    Ne trarrete pace spirituale e benessere per voi e per chi vi sta intorno.

    il boicottaggio è l’unica opzione che intravedo per chi, pur cattolico, non riesce a sopportare l’ipocrisia quotidiana dei vertici ecclesiastici… spero che almeno qualcuno vorrà riflettere su queste mie parole!🙂

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  4. qualcuno si scandalizza per le parole del solito prete rosso… ma in realtà la Chiesa è impegnata come un normale partito politico al governo di questo assurdo paese!!!

    Grazie Don Paolo

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  5. Gentilissimo don Paolo Farinella,
    la ringrazio per la chiarezza. Sono felice che ogni tanto qualcuno come lei si alzi in piedi a rivendicare le parole del Vangelo contro le ragioni dei sadducei di turno.
    Ne ho conosciuti tanti di preti come lei, ai quali fra l’altro la madre Chiesa ha riservato non certo i posti migliori…
    Mi rimane un dubbio: che ci rimanete a fare nel grembo della grande madre vaticana pur sapendo benissimo che la vostra battaglia sarà dalla medesima disprezzata e poi assorbita ben bene come conviene a qualsiasi forma di potere autoritario e ben poco democratico?
    Alla Chiesa non interessa il dialogo, lo sdegna con tutta se stessa; dunque, l’intelligenza che lei, caro don Paolo, mostra con trasparenza e lealtà è solo fastidiosa ai suoi diretti superiori. Come una zanzara che sciupa il sonno.
    Con stima e comprensione,
    un ex cattolica ora profondamente libera e felice
    AB

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  6. Quoto quanto espresso da Angela.

    Da tanto tempo provo a convincere i miei amici cattolici a percorrere la strada da te suggerita a Don Paolo Farinella, ma senza alcun successo.
    Mi sono convinto che certe scelta debbano nascere necessariamente da una spinta interiore e non da un intervento esterno…

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  7. Aver letto questo DENUNCIA gridata con la voce del cuore e dell’intelletto, è stato, per me, un motivo di speranza. Ora credo che se i tanti religiosi che militano nella SANTA CHIESA CATTOLICA, con la coscienza di fare la cosa GIUSTA e BUONA che detta il VERBO, urleranno la loro CONDANNA per questa ubiqua politica del VATICANO, la CHIESA ritroverà la credibilità perduta. Anche io, pur credendo fermamente in CRISTO, ho abiurato la dottrina e l’INSEGNAMENTO FARISAICO della chiesa, a cui ho negato, del tutto, quell’ODIOSO pedaggio dell’8/1000 che in un certo senso era giustificato per una CHIESA degna di DIO.
    Grazie di tutto cuore a DON PAOLO FARINELLA, espressione genuina dell’insegnamento cristiano. Sarei grato se potessi avere via mail altro postato da don FARINELLA.

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