You are currently browsing the tag archive for the 'Religione' tag.
Questa “vignetta” era stata in realta disegnata tempo fa per la mia torta di sbattezzo ![]()
(dopo aver scartato l’idea di usare il logo dei Bad Religion, perche’ troppo “macabro” e poco adatto a una festa
)
Purtroppo non ho (ancora) avuto occasione di farla realizzare dalla cara Panettona e quindi ne ho ricavato una locandina per questo straordinario evento ![]()
mi sembrava un atto dovuto verso la uaar
Memore della cronaca minuto per minuto della domenica mattina del papa che mi capitava a volte di sentire per sbaglio quand’ero in Italia, oggi ho provato a curiosare sul sito della RAI per vedere cosa dicesse il vecchio mattatore (non Berlusconi, l’altro ;P ) della televisione italiana e indovinate un pò a cosa mi ha sottoposto la RAI?
Un messaggio che mi avvisava che non potevo visionare la messa in onda dell’Angelus (cosa che mi ha profondamente addolorato…), ma solo dopo che una fastidiosa pubblicità ad alto volume era stata caricata nel mio browser.
Se non è violenza questa… Comunque ecco il risultato di questo spiacevole episodio, spero che sia di vostro gradimento
E qui c’è un video fatto appositamente per mostrare il disprezzo con cui la RAI tratta i suoi utenti:
Da qualche tempo Fini sta battendo una strada nuova.
Visto che in Italia, per tradizione e cultura, principi e parole non hanno alcun valore, come il poliedrico Silvio (ma non è solo in ciò) dimostra quotidianamente, il “nostro” Presidente della Camera ha deciso che non è più il caso di sostenere anacronistici slogan e arcaiche posizioni pubblicamente; è molto più conveniente, infatti, scegliere un approccio verso la massa che sia blindato dagli attacchi di chi, per qualche strano motivo, ancora crede negli ideali di uguaglianza e rispetto reciproco.
Fu cosi che, quando l’autunno appena faceva capolino sull’umida Italia, il nuovo Gianfranco si produceva in uno stoico discorso che ha provocato immediate proteste da parte dei “giovani fascisti” italiani, in cui asseriva che “ogni democratico deve essere anti-fascista” e che “la destra si deve riconoscere nei valori dell’anti-fascismo“:
D’altra parte, la sua espressività in tale occasione, degna della migliore performance di Nicoletta Braschi o dell’equivalente Monica Bellucci, che tanto rappresentano il cinema italiano all’estero, era probabilmente il frutto di anni di allenamento a cui era stato spronato dalla figuraccia fatta in sede europea nel lontano (?) 2003 alle spalle del nostro divertentissimo (nonchè compiaciuto) Presidente del Consiglio che si dilettava nel rispondere alle domande postegli dal deputato Martin Schulz accusandolo di essere degno di interpretare un kapò nazista, come questo video ci ricorda:
Ma Fini è oggi un oratore professionista e, in occasione dei 70 anni della proclamazione delle leggi raziali, ha pensato bene di lasciarsi sfuggire un leggero, quasi impercettibile revisionismo storico. Lo scaltro portavoce della destra italiana ha così ammesso, con un flebile sospiro, che, nonostante l’implicazione del pensiero mussoliniano in questa vergognosa vicenda della nostra storia, “l’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia. C’è da chiedersi perchè la società italiana si sia adeguata, nel suo insieme, alla legislazione antiebraica e perchè, salvo talune eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno - e duole dirlo – da parte della Chiesa cattolica“.
La furiosa protesta levatasi in favore del Vaticano e della Chiesa Cattolica, purtroppo ha fatto passare in secondo piano l’elegante mossa del leader di AN che ha cosi brillantemente scaricato parte delle enormi responsabilità del fascismo su capri espiatori più o meno causali. Più, quando accusa la società italiana che, allora come oggi, non ha più colpa, perchè non ha più coscienza né pensiero, ridotta ad un gregge acefalo attento a seguire finanche i più strani ordini impartiti dal dittatore di turno (purchè questi ben sappia come controllare le altrui menti e manipolare il pensiero dei proprio sudditi) . Meno, quando cita la sempre ambigua e paradossale Chiesa cattolica e i giochi di potere di cui essa si è resa (e ancora vi partecipa con sommo giubilo) abile protagonista nel corso dei secoli. A supporto di questa affermazione riporto qui quanto rintracciato negli archivi vaticani da Lucia Ceci, docente di storia contemporanea all’Università di Roma Tor Vergata:
… Perciò l’Italia fascista invoca il contributo della Chiesa cattolica nel «dissuadere unioni tra persone di diversa razza»: «appunto per evitare le nascite dei mulatti, che sono dei degenerati». Risalendo per via gerarchica, la richiesta di Lessona approda sulla scrivania di Pio XI, che sollecita un avviso del cardinale Domenico Jorio, prefetto della Congregazione dei sacramenti. E il 24 agosto 1937, il cardinale Jorio mette per iscritto, all’attenzione di Papa Ratti, un parere sconcertante rispetto al senso comune della morale cattolica. Sì, «a mezzo dei Missionari», la Chiesa avrebbe effettivamente potuto, anzi avrebbe dovuto collaborare — «nei giusti limiti» del diritto canonico — alla campagna per la «sanità della razza». Le «ibride unioni» andavano impedite «per i saggi motivi igienico-sociali intesi dallo Stato»: «la sconvenienza di un coniugio fra un bianco e un negro», e «le accresciute deficienze morali nel carattere della prole nascitura». Segue l’approvazione papale del documento firmato dal cardinale Jorio, trasmesso alla nunziatura d’Italia già il 31 agosto di quel 1937: per la gioia del ministro Lessona, «lieto delle sagge disposizioni della Santa Sede». …*
Naturalmente, il Vaticano, che non è abituato a sentirsi attaccato, proprio come Berlusconi durante il “colloquio” con Schulz, ha reagito scompostamente e le durissime repliche continuano a fioccare sulla testa del povero Fini, ma, almeno stavolta, lo scontro è più interessante del solito perchè, nonostante l’ipocrisia e la mancanza di dignità nell’accettare sinceramente le proprie colpe da parte delle due parti in gioco (la terza parte in causa, l’ormai ammaestrato popolo italiano, non ha ovviamente voce in capitolo), viene portato avanti a colpi di mezze verità (nel caso in cui si parli dell’avversari, naturalmente!) piuttosto che di vistose menzogne.
Sono ancora curioso di vedere se il Vaticano giocherà il jolly, l’altro maestro del paradosso linguistico-morale “italiano”, il prof. Ratzinger, che dall’alto della sua esperienza (in particolar modo di quella giovanile) può parlare a pieno titolo di leggi e odio razziali, e quali straordinari effetti egli sarà in grado di estrarre dal cilindro… pardon: dal camauro!

*testo tratto da: Corriere.it
Il ministro Brunetta, preso dall’euforia di colpire tutti i fannulloni d’Italia (progetto che mi troverebbe pienamente favorevole, se solo non fosse per gli enormi dubbi sull’impostazione e l’esito dell’operazione che assalgono la mia sconsolata mente di italiano deluso e in procinto di emigrazione definitiva…) minaccia a vanvera, arrivando addirittura a “colpire” i nostri autorevoli parlamentari.
Fin dove potranno mai spingersi, in questa epoca di incertezza spirituale e “delirio razionalista” , il vigile occhio e la solerte mano del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione?
Assisi – Piazza della Porziuncola
Riporto qui una notizia che, stranamente, non mi è sembrata avere particolare risonanza nei tg e telegiornali italiani. La cosa è piuttosto strana visto che si tratta di un magnifico atto del signor Ratzinger, attuale primo vescovo della confessione cattolica.
Il “Santo Padre“, come i nostri prepotenti giornalisti sono soliti chiamarlo assumendo, implicitamente, che tutti riconoscano la sua autorità “religiosa”, ha recentemente annunciato che sarà concessa l’indulgenza plenaria a chiunque visiti la replica della Porziuncola, la cappella francescana custodita all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, ricreata per la gioia di fedeli, curiosi, studiosi di arte e, soprattutto, ristoratori e albergatori, a San Francisco.
Assisi – Basilica di santa maria degli angeli
L’opera, comunque di grande rilievo artistico e di spaventoso costo, è stata in gran parte realizzata da artisti ed artigiani umbri e successivamente trasportata in America.
Nuova Porziuncola
La Porziuncola Nuova è stata inaugurata lo scorso 27 settembre, naturalmente con una adeguata cerimonia di apertura in stile e con degli ospiti certamente di stampo non francescano.
Come già accennato, per celebrare l’occasione, il papa ha decretato che l’indulgenza plenaria sarà concessa per i successivi tre mesi dall’inaugurazione e, in seguito, ogni 2 agosto e 4 ottobre e in occasione dei grandi pellegrinaggi organizzati da gruppi di fedeli.
NB: questa non è una novità assoluta, visto che esistono al mondo altri quattro o cinque luoghi dotati di questi eccezionali poteri:
Le infinte, validissime e difficilmente cofutabili accuse mosse a vari aspetti della Chiesa Cattolica moderna e passata sono ben note e non è il caso di ripeterle qui. Per chi fosse interessato, un piccolo esempio del mio pensiero al riguardo può essere ritrovato nella campagna sul “Sia Lodato Gesù Cristo! Perchè?“.
Ciò che mi preme sottolineare, in questa sede, è l’incredibile anancronismo, l’assurda primitività di tale atto. Mi meraviglio, a volte, di come questo tipo di gesti non causi un immediato rigurgito di “fede” da parte dei cattolici veri, cioè quelli che, ad esempio, asseriscono di attenersi alla parola di Cristo così come essa è espressa nei vangeli (trattasi comunque solo di quelli ufficiali!)… a maggior ragione visto che si sta parlando di “san” Francesco, noto per il suo voto di povertà e rigore morale, in netto contrasto con l’attuale clero. Subito dopo mi sovviene, però, che la maggior parte dei “fedeli” è composta da persone pedocatechizzate, cioè indottrinate fin da piccoli che hanno enormi difficoltà a discernere l’irrazionale dal razionale o la coerenza dall’ipocrisia (o quanto meno a trarne le ovvie conseguenze e i dovuti attidi ribellione all’indiscusso dominio della curia romana; ciò è per me fonte di amarezza e spero sempre che, in qualche modo, la lettura di questi post riesca ad insinuare nelle loro menti quel minimo di dubbio che fa tanto bene a qualunque essere umano e ne distingue, insieme alla curiosità, al ragionamento e alcuni sentimenti, l’essenza da quella degli altri animali del “creato” …
Suggello il post con una vignetta “postuma” (causa ritardi di digitalizzazione):

hehehe
un filmetto qualunque, senza grandi aspettative, ma con diverse “trovate” !
Vi mostro la prima sequenza del film e spero che, oltre a divertire, stimoli qualche riflessione nella mente di qualche pedocatechizzato, indipendentemente dalla specifica confessione religiosa!
Per chi volesse vedere la versione originale, molto più divertente perchè l’accento degli attori è reale e non malamente imitato dai nostri doppiatori, ecco il link: versione inglese
Copia e incolla il codice nel tuo sito o blog
<a href="http://lupoemigrato.wordpress.com/sia-lodato-gesu-cristo-perche/">
<img src="http://lupoemigrato.files.wordpress.com/2008/09/sia-lodato-gesucristo-perche.gif"
border="0"></a>
Riassumerò in breve la campagna in soli 3 punti; gradirei, però, che tutti leggessero anche la più prolissa introduzione riportata nel seguito, in quanto ritengo fondamentale non rendere questa operazione un gioco, bensì una profonda e stimolante riflessione!
Aderisci a questa campagna se ritieni che:
- il cattolicesimo non è il proprietario di valori e virtù
- laici, atei e agnostici non sono persone spregevoli e pericolose (perlomeno non più di credenti, religiosi o appartenenti al clero)
- sia necessario rimuovere dalla nostra cultura e società l’invadente e prepotente visione cattolica del mondo e sostituirla con un più ampio e democratico approccio che tenga conto di tutti i possibili punti di vista
Sebbene la riflessione sia nata tempo fa, il titolo del banner mi è stato recentemente suggerito da questo breve dialogo:
frate – Sia lodato Gesù Cristo!
Bambino – Perché!?
È possibile esprimere in modo più semplice questo concetto? Credo di no.
Molti conoscono queste parole, ma per i più impreparati specificherò che si tratta di una citazione dal capolavoro “Continuavano a chiamarlo Trinità” (titolo originale: “Trinity is still my name”) in cui Bud Spencer e Terence Hill bussano alle porte di un convento e vengono accolti con il saluto rituale “Sia lodato Gesù Cristo”. La loro sorpresa è evidente e il corpulento attore napoletano rompe l’imbarazzo dello spettatore con un marcato: “PERCHÉ!?”
La trama del film non è necessaria e la caratterizzazione dei geniali personaggi di Trinità e Bambino nemmeno. Chi non li conosce, approfondisca privatamente
Nonostante prenda le mosse da un superlativo film comico, questa campagna è molto seria. Mi propongo di smantellare tutte le appropriazioni indebite di valori di cui si sono macchiati nel corso dei secoli i vertici della Chiesa Cattolica.
Non parlo delle ingenti somme di denaro e beni materiali che il Vaticano accumula indefessamente ogni anno a spese dei cittadini italiani e di tanti poveri creduloni sparsi per il mondo, bensì di quei valori morali fagocitati dalla confessione religiosa maggiormente radicata in Italia. Con un lungo e subdolo processo, durato secoli, millenni, si è cercato di far credere, nel nostro ipovedente Paese, che il Vaticano fosse il depositario, o l’inventore, di tutto ciò che di buono esiste sulla Terra.
Qualunque buon sentimento (giustizia, onestà, fedeltà,…) viene oggi spacciato per conseguenza della fede. Il messaggio, forte e deciso, che “il BENE è nella Chiesa cattolica e il MALE è in ogni altro luogo” viene diffuso con sicumera, ripetuto con tutti i mezzi, amplificato al massimo; a volte in maniera esplicita, più spesso in modo subdolo, ad esempio inserendo una frase come “ringraziando Iddio” di soppiatto, alla fine di un servizio del telegiornale riguardante una storiella di cronaca finita bene.
I telegiornali, poi, meriterebbero un’analisi a parte, fatta tempo fa anche dai Radicali. Esiste una programmazione ad hoc volta ad esaltare il papa e le sue farneticanti affermazioni, così come qualunque altra asserzione proveniente dal mondo cattolico. Tutto ciò che proviene dal Vaticano viene presentato, a priori, come positivo, universale e corretto; niente di quanto affermato dal pontefice viene mai messo in dubbio. Ricordo ancora certi servizi sul Creazionismo; non ci crederete ma, come prova inconfutabile della comicissima tesi biblica, il cardinale Renato Martino chiede al giornalista: “Ma Lei, si sente discendente da uno scimpanzé? Io no! He he!”
Tralasciando il grottesco spirito rilevabile da questi episodi, preferisco concentrarmi nel ribadire, con forza, che esistono VALORI UNIVERSALI, o quasi tali, che nascono spontaneamente nelle società umane, “in una parte più e meno altrove”, in quanto necessari alla sopravvivenza della comunità. Un amico mi ha fatto osservare: “Beh ma non si può negare che Gesù abbia detto delle cose nuove”; in realtà quel signore che si annunciava come figlio di Dio non aveva poi fatto molti progressi rispetto ai principi fissati, ad esempio, da Buddha ben cinque secoli prima (“Desisti dal fare il male, impara a fare il bene, purifica il tuo cuore“; noi sfortunati italiani penseremmo, d’istinto, che si tratta di una frase cattolica, perché questo ci viene insegnato con ogni mezzo fin da piccoli; in realtà rappresenta “l’insegnamento di tutti i Buddha”, tanto per fare un esempio pratico).
Il mio scopo non è certo quello di pubblicizzare il buddismo, ma semplicemente rendere ovvio a tutti che il cristianesimo non è il portatore di tutte le verità e il custode dei tutti i valori “positivi”.
E’ necessario che tutto questo venga sottolineato più volte: noi, infatti, viviamo in Italia una realtà molto simile a quella descritta da John Carpenter nel film “They Live”, in cui alcuni alieni, grazie ad un segnale ipnotico, manipolano le menti umane e inseriscono messaggi coercitivi in tutti gli annunci pubblicitari, riviste, show televisivi al fine di renderli schiavi. Nel Bel Paese gli “alieni” sono tanti e diversificati e non è possibile individuare un unico soggetto responsabile. Le nostre menti sono attaccate di continuo con messaggi di varia natura, dagli ipnotici corpi femminili e tornei calcistici (entrambi tanto cari all’industriale di Arcore) ai servizi del telegiornale truccati.
E’ necessario risvegliarsi e l’alba, purtroppo, è ancora lontana!
Non sto proponendo una caccia alle streghe (magari con tanto di inquisizione, come piaceva fare a qualcuno secoli addietro…); non voglio che i cattolici scompaiano e lascino il posto a fedeli di altre confessioni; vorrei solo che imparassero a donare il rispetto dovuto a tutti i laici, atei ed agnostici per i valori che essi condividono al fine di condurre una serena coesistenza con i propri simili.
Il monopolio cattolico nel nostro paese deve cessare: occorre risanare la nostra società, permettendo uno sviluppo armonioso di tutte le religioni, che hanno, a mio avviso di agnostico, pari dignità.
Il capo massimo del clero cattolico, Joseph Ratzinger, ha recentemente dichiarato: «Le radici della Francia, come quelle dell’Europa, sono cristiane». Frasi simili, indubbiamente parzialmente vere, fanno spesso eco in occasione di cerimonie ufficiali o in qualunque situazione di “pericolo” per le casse dell’Opus Dei, quali ad esempio la liberazione delle classi scolastiche da uno spaventoso simbolo di sofferenza: il crocifisso.
Indubbiamente il Cristianesimo ha plasmato, in qualche modo, la storia e la società europee, se non altro per i miliardi di persone che, nel corso dei millenni, sono stati indirizzati, ancora in fasce, all’adorazione del dio scelto dai loro plagiati genitori.
Quindi è vero che, in qualche modo, la nostra attuale cultura è legata alla religione cristiana, ma due enormi interrogativi devono essere sollevati:
- siamo sicuri che questa sia una cosa positiva? Eppure esistono molte altre religioni che regolano la vita delle persone in ogni parte del mondo; perché mai dovremmo essere orgogliosi di essere legati ad una confessione che ha commesso mostruose atrocità nel nome della divinità che asserisce di adorare, per le quali è stato chiesto, solo a causa di pressioni, un fugace “scusa”, pronunciata a bassissima voce e ormai dimenticata da tutti?
- l’implicita assunzione che le radici europee siano cristiane, nella loro interezza, corrisponde alla verità? questo è quello che traspare dalle parole del papa; ma, se pur si vuole trascurare quanto suggerito dal giusnaturalismo in tempi antichi e moderni, che dire allora dello stupefacente diritto romano (le cui fondamenta sono precedenti la “venuta” di Cristo) che ancora oggi svolge un ruolo primario nella formazione dei nostri giuristi e, quindi, ordina le nostre vite?
Mentre ancora lavoro a questo post e mi chiedo se sia il caso di dilungarmi ulteriormente, leggo la notizia che un’illuminata assessora veneta, Elena Donazzan, ha proposto, qualche giorno fa, l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica a scuola. Fulgido esempio di quanto l’aggressività religiosa cattolica degradi la dignità italiana, l’assessora giustifica la sua proposta asserendo che “Se pensiamo alle nostre regole del vivere civile le riconosciamo come cristiane… Perché in Italia non si ruba e non si uccide, perché abbiamo questo senso della famiglia, perché il rapporto deve essere imperniato sul rispetto e sul perdono? Perché in Italia non si ruba e non si uccide, perché abbiamo questo senso della famiglia, perché il rapporto deve essere imperniato sul rispetto e sul perdono?”.
Queste parole, pronunciate dal papa di turno o un cardinale, non lascerebbero molto sconvolti: giusto un po’ indignati per il loro tentativo di trattarci da imbelli succubi; ascoltarle da un politico laico fa veramente orrore e permette perfettamente di capire fino a che punto giunge il potere di persuasione dei divulgatori della volontà di “Dio” (il loro dio, ovviamente!).
Avrei voluto continuare a scrivere ma alla luce degli ultimi avvenimenti non posso che affrettarmi a pubblicare questo post e avviare la campagna. Aggiungerò in futuro riflessioni e dettagli sulle mie idee al riguardo e sono molto bene accetti spunti di riflessione, favorevoli o contrari che siano!
Che pubblichiate o meno il banner sul vostro blog o sito importa poco; purché diffondiate il significato di questa importante riflessione.
Non credo nel dio cattolico né in altre pretestuose divinità: mi sento libero ed appagato nel rispettare me stesso e gli altri, perché così è naturalmente giusto.
Ma… non ho fatto nemmeno in tempo a pubblicare la vignetta su Ratzinger e Berlusconi… e al TG mi danno subito ragione… :S
In Galles, una bambina di tre anni finisce in un tombino e poi in un fiume e viene soccorsa e salvata dal padre.
Una storiella di cronaca, priva di qualunque interesse, fortunatamente finita bene.
Il problema è che l’inviato del TG1 che ha riportato la notizia (a cui sono stati dedicati 1m15s!!!) ha chiuso il servizio con la frase: “… Può ringraziare Iddio la famiglia Baxter…”.

Giovanni Masotti
Ma che razza di giornalista è? Mi è sembrato di ascoltare una di quelle storielle che raccontavano i miei semianalfabeti nonni, che si concludevano con “grazi’a ‘Ddio“, oppure quella disdicevole storia secondo la quale San Michele va glorificato in quanto avrebbe compiuto un portentoso miracolo impedendo alla SUA statua*, nella SUA chiesa (a Sturno – AV) di crollare durante il terremoto che ha devastato l’Irpinia nel 1980, mentre tutto intorno c’erano bambini tra le macerie e famiglie massacrate.
Che i giornalisti spesso** non hanno alcuna preparazione (basi grammaticali, formazione storica, nozioni specifiche, ecc…) è risaputo… che manchino fortemente di professionalità pure…
Ma io continuo a rimanere esterrefatto di fronte a questi episodi…
* La statua in questione poggia su una struttura ad arco, che offre un’intrinseca stabilità alle sollecitazioni.
** esistono pochissimi pregevoli controesempi a questa triste casistica
Questa sera d’inizio agosto è stata una delle prime serate estive in cui la famiglia al gran completo (o quasi) si riunisce per una tipica “pizza”, con pizza, dolci e vino fatti in casa…
Diverse note folcloristiche hanno meritato la mia attenzione stasera e si offrono come ottimi spunti di riflessione per me e per i pazienti lettori del blog.
Il più appariscente di tutti è stato il colorito mondo de:
La Bestemmia
Si è soliti, in quasi tutte le case contadine irpine, irrorare ogni cena, oltre che con del (buon) vino corposo, con delle folcloristiche bestemmie…
Ogni occasione, il più piccolo incidente, un minimo contrattempo possono scatenare l’oscena invettiva, gli aspri suoni prolungati per accentuare il patos, il pronto gesticolare che viene in aiuto per meglio sottolineare la rabbia… il tutto dipendente dalle personali abitudini dell’interessato e della comitiva che in quel momento funge da cornice…
Laddove non sussistano freni inibitori (grazie alla familiarità dei commensali e le loro abitudini da non ferventi cattolici…) non è raro ascoltare cori a più voci che si rincorrono nella ricerca della massima bestemmia… il tono è ovviamente molto più gradevole di quegli spiacevoli episodi in cui esiste vero atrito tra i “contendenti” e l’astio rende il duetto di cattivo gusto…
senza alcun intento blasfemo, la “bestemmia da compagnia”, spesso utilizzata per cercare l’approvazione e la compartecipazione degli astanti alla propria “disgrazia”, viene puerilmente vissuta dai contadini delle mie parti come “somma espressione di rabbia“… alcuna effettiva concezione di Dio, san Michele, Sando Rocco, Gèsucristo “e compagnia bella” è infatti presente nelle loro menti…
il rispetto che offrono alla Chiesa dominatrice, spogliatisi del cappello, con il capo chino e l’espressione attonita, è un semplice timore reverenziale… una paura quasi animalesca dell’Incongnito, di quello spaventoso e vendicativo Dio di cui è stato loro raccontato da ragazzini: tra sberle, fioretti, penitenze e minacce hanno ben capito che con quell’Essere onnipotente prima o poi si faranno i conti…
allora… è bene stare attenti a rispettare i fioretti, le regole sul cibo, attaccare le 10mila lire (forse 10 euro in tempi moderni, ma non sono mai stato testimone oculare di una statua adornata con banconote “europee”… negli ultimi anni ho evitato con una certa cura queste manifestazioni… e anche i miei nonni, fortunatamente, sono stati in qualche modo persuasi a destinare i loro risparmi ad altri fini) alla statua di san Michele quando passa in processione, affinchè il parroco possa ben sostenersi, prendere parte alle funzioni domenicali e alle celebrazioni nei giorni “sacri”, versare altro denaro a preti e monaci affinchè gli stessi preghino Dio di accogliere gentilmente i loro defunti in Paradiso, ecc…
Ma la bestemmia… beh.. quella è a discrezione dei singoli (anche perhè poi, volendo, è sempre possibile andare a confessarsi, recitare qualche decina di litanìe dal testo macabro ed essere mondi dal peccato… veniva loro raccontato fin da piccoli… ). Comunque:
molti hanno così paura da non poter pronunciare alcuna invettiva contro quell’esercito di idoli che, è stato loro detto, sono alle dirette dipendenze di Dio;
altri per semplice “buona educazione” (ebbene si!!! anche i contadini hanno un proprio galateo) si astengono da tale pratica;
altri ancora non se ne curano… ed è allora che il concerto può avere inizio… esistono personaggi noti solo per le loro fantasiose bestemmie che donano fama che varca i confini del paesino, così come ci sono persone invece famose per le loro particolarmente volgari bestemmie.
“La bestemmia” viene appresa, sin da bambino, nell’ambiente familiare: contrariamente a quanto avviene di solito con le parolacce, nonni e genitori sono i principali insegnanti di queste significative espressioni… il fanciullo impara sin da subito che indirizzare la propria rabbia contro un etereo “santo a piacere” (come disse una volta il signore noto di cui sopra) è un ottimo modo per sfogare le sensazioni negative, senza litigare con amici e parenti; a questo proposito vorrei sottolineare come, nonostante Dio e i suoi “compari” siano dei concetti vuoti nella mente dei contadini, essi rappresentano fumosamente la “massima autorità”, coloro ai quali tutte le colpe possono essere imputate e sui quali, quindi, tutte le imprecazioni e le lamentele possono ricadere al momento opportuno.
La bestemmia è quindi una valvola di sfogo… nulla ha a che vedere con la religione…. il bambino, vogliosa spugna culturale nei suoi anni più teneri, ascolta ripetutamente frasi di disprezzo o di condanna nei confronti delle icone che, al contempo, gli vengono presentate dall’oppressiva Chiesa come “dominatrici”, “paurose”, “potenti”… eppure nella loro forza, questi spiriti ancestrali nulla possono per impedirgli di rivolgere i loro sfoghi “al Cielo”… con questo gesto catartico i poveri sommessi contadini possono gridare agli dei: “Io esisto!!! E nessuno ha il diritto di giocare con la mia vita!”.
Dio e i suoi molteplici emissari sono infatti considerati alla stregua di benevoli tiranni, i quali, come risposta ad un imposto rispetto alle loro figure e ai loro mille inutili cavilli, si astengono dallo stuzzicare e maltrattare il povero umano, così come, se opportunamente pregati, adorati e invogliati tramite laute offerte (tangibili!), si mostrano misericordiosi protettori delle loro “pecorelle”.
La bestemmia è in realtà anche una forma di preghiera, come asserito da monsignor (è per me un enorme sforzo denominare gli esonenti del clero cattolico “monsignore”!) Gianfranco Ravasi:
“Anche la bestemmia, come conferma il libro di Giobbe, è una forma di preghiera. Esprime un’istanza metafisica, tipica della preghiera degli atei, nel limite e nella solitudine: è una forma di superamento del limite imposta dall’impotenza che l’uomo avverte per sé ” in quanto rappresenta, in qualche modo, un’ufficializzazione dell’esistenza di Dio, da parte del bestemmiatore, seppure il concetto stesso di Dio, nel caso dei contadini irpini, sia piuttosto flebile.
Ecco cosa l’UAAR dice in proposito:
UN PO’ DI STORIA
Il Codice penale vigente, datato 1930 (cosiddetto “Codice Rocco”, dal nome del suo estensore), contempla, nella sezione delle contravvenzioni «concernenti la polizia dei costumi» il reato di bestemmia, riferito esclusivamente alla religione cattolica: per le altre religioni venne ritenuto sufficiente il reato di turpiloquio.
L’introduzione della Costituzione repubblicana nel 1948 fece pensare alla sua abrogazione; tuttavia diverse sentenze della Corte Costituzionale ribadirono la legittimità della norma, con riferimento alla necessità di tutelare la fede della stragrande maggioranza degli italiani.
La firma del nuovo Concordato, nel 1984, portò all’abolizione del principio che vedeva nella religione cattolica «la sola religione dello Stato».
Inizialmente venne auspicato un intervento legislativo atto a eliminare la discriminazione e ad adeguare la norma alla nuova situazione creatasi. Tuttavia, vista l’inerzia del legislatore, il 18 ottobre 1995, con sentenza n. 440, la Corte Costituzionale dichiarò illegittimo il riferimento a «i Simboli o le Persone venerate nella religione dello Stato», mantenendo il riferimento alla “Divinità”, ora allargato alle altre religioni: venne quindi applicato il principio dell’eguaglianza tra le fedi, pur ribadendo come la norma tuteli «un bene che è comune a tutte le religioni».
In seguito, con la Legge n. 205 del 25 giugno 1999, nell’ambito di un progetto più vasto di depenalizzazione dei reati minori il Parlamento delegava il governo a legiferare entro sei mesi sulla materia, in base alle indicazioni dettate dalle camere.
Il Decreto Legislativo n. 507 del 30 dicembre 1999 ha quindi finalmente depenalizzato il reato, trasformandolo in un “illecito amministrativo”.
L’ARTICOLO 724 DEL CODICE PENALE
Comma primo, versione originale (1930):
«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o Simboli o le Persone venerate nella religione dello Stato è punito con l’ammenda da lire ventimila a seicentomila».
Comma primo, come modificato dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 440 (1995):
«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con l’ammenda da lire ventimila a seicentomila».
Comma primo, come modificato dal Decreto Legislativo n. 507 (1999, versione vigente):
«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con la sanzione amministrativa da lire centomila a seicentomila».
I “REQUISITI” DELLA BESTEMMIA
- l’autore della bestemmia può essere chiunque, anche un ateo;
- si concretizza nella sua semplice attuazione, indipendentemente dalle reali intenzioni dell’autore;
- il fatto che sia diventata una consuetudine, o che lo sia in certi ambienti, è irrilevante;
- devono essere chiaramente individuate le parole profferite;
- deve avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico; non è illecito quindi bestemmiare nella propria abitazione;
- devono essere presenti almeno due persone;
- non rientrano nella fattispecie le rappresentazioni figurate, i gesti, gli atti offensivi;
- è illecito bestemmiare contro Dio, non contro la Madonna e i santi.
L’ANACRONISMO DELLA TUTELA LEGALE DELLA BESTEMMIA
I recenti interventi della Corte Costituzionale, del Parlamento e del Governo non hanno risolto l’assurdità di una tutela legale della bestemmia.
Oltre a essere diventata, in alcuni casi, quasi un intercalare, va riaffermato con forza che la bestemmia, al giorno d’oggi, non rappresenta altro che la tutela giuridica di persone che, noi atei, reputiamo inesistenti.
Nei fatti, l’allargamento della fattispecie a tutte le divinità ha in realtà ulteriormente minato la libertà di pensiero e di critica, come è stato fatto notare da più parti (si veda ad esempio l’articolo «La bestemmia», di Paolo Bonetti, pubblicato sul numero 4/2000 di Micromega).
Un anacronismo reso ancora più stridente dalla volontà, da parte delle confessioni religiose di minoranza sottoscrittrici di intese con lo Stato, di vedersi tutelate in materia penale esclusivamente in base ai diritti di libertà sanciti dalla Costituzione, e non mediante la tutela specifica del sentimento religioso. La permanenza della bestemmia nel Codice penale – anche se come illecito amministrativo – resta così, ancora oggi, legata a una precisa volontà egemonica della Chiesa Cattolica.
Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2006

























Commenti Recenti