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Tutte le persone che porteranno questa Medaglia, riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo.
NB: Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia.
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Cari lettori, lo so: questa volta vi ho fatto proprio ridere! Ma devo confessare che non è tutta farina del mio sacco (che purtroppo è andata tutta in crusca…)!
Anzi: ad onor del vero ho solo linkato l’immagine dal sito dell’Associazione Luci sull’Est alla quale vanno i miei più sentiti complimenti per lo spirito goliardico e il forte senso dell’humor dimostrato (anche gli slogan in grassetto sono infatti tratti dal sito
).
La medaglia può essere ricevuta comodamente a casa già benedetta (!), dopo aver compilato un apposito modulo.
In allegato si riceve anche un pratico ed elegante bollettino postale che permette di inviare un’offerta libera e del tutto volontaria per sostenere la diffusione della medaglia, che è un mezzo potente e straordinario se si vuole promuovere e diffondere la devozione alla Madre di Dio e dei suoi appelli alla conversione e al cambiamento di vita permettendo così di aiutare migliaia di italiani che hanno bisogno del potere di intercessione della Madre di Dio.
Ci sono comunque altri modi per entrare in possesso del portentoso monile.
La visione di questo simpatico oggettino mi ha fatto ricordare che i monaci del Santuario del Buonconsiglio* di Frigento (AV) inondavano le aule scolastiche e le case del paese con riproduzioni del santo ninnolo mariano e nonostante la mia inaffidabile ed intermittente memoria sono riuscito a scoprire che la mia famiglia è in possesso di almeno uno di essi. Sembra infatti che, da bambino, appena tornato a casa dopo una triste giornata di catechizzazione scolastica, io mi sia liberato della preziosa medaglia rifilandola a mia nonna
, che l’ha conservata per anni in un cassetto, dal quale è miracolosamente riapparsa intatta:

Ora che ne conosco le benefiche virtù, sono certo che la indosserò sempre, confidando nell’aiuto della Madonna, che oltre ad essere la nostra Madre del Cielo, è anche Regina della Terra e di tutto l’Universo. Oppure no?
*tali monaci francescani sono noti per essere particolarmente facoltosi, oltre che per l’intenso inquinamento elettromagnetico causato e per alcuni fatti di cronaca accaduti alcuni anni or sono.
La mia terra natìa, principalmente identificabile con la provincia di Avellino, e costellata da ambigui “puliticanDi” di tutti i tipi e a ogni livello, a cominciare dal celebre De Mida, al confinante ceppalonico Mastella, al meno conosciuto on. Pugliese (recentemente entrato nelle fila del PDL).
Pallide imitazioni di questi luminosi leader politici e morali (…), insieme alla primitività di molti abitanti del luogo e all’ignoranza (effettiva ma anche sociale!) di molti giovani locali (che, nonostante le numerose visite, sembravano non avere una tastiera per scrivere nemmeno un saluto o insulto fugace, salvo poi rivelarsi, qualche mese dopo, agguerriti internauti alla scoperta dell’intellettualissimo facebook che stava diffondendosi a macchia d’olio in Italia, scrittori sapienti, caricatori di foto e filmati…) hanno fatto si che il forum Lupi Emigrati si arenasse*, almeno per qualche tempo. Seppuccio, con la sua musica contadina e l’aria rustica, era un pò il simbolo del forum e dell’Irpinia in generale ed è per questo che, pur non avendo materiale “fresco” – causa lontanza – ho deciso di pubblicare un video dell’anno scorso, essendo questo il periodo in cui le feste di paese e le sagre offrono notevoli spunti artistici e mangerecci
Buon ascolto a tutti!
Arrivederci a presto con qualche vignetta
*Nel frattempo questo blog ha visto la luce, approfittando del momento di crisi per uscire dall’angolino della mia testa in cui si stava sviluppando
Sono cresciuto nell’Irpinia degli anni ‘80 e ho visto come gli avvoltoi hanno spolpato la mia terra, condannandola ad un destino ancora più triste di quanto già ci si potesse attendere.
Immagino già cosa accadrà anche in queste zone…
Spero che stavolta si riesca ad arginare la bava degli approfittatori pima che essa arrivi a corrodere l’intero sistema…
E’ con lacerante dispiacere che rendo noto che oggi, nel piccolo paesino irpino ove il tempo mio primo E di me si spendea la miglior parte, il senatore Dell’Utri inaugurerà il circolo del “BuonGoverno” locale, nella sua vesta di Presidente Nazionale del Circolo del BuonGoverno.
Appare grottesca, ai miei poveri occhi di emigrato, che assiste impotente a queste invasioni, la scena del senatore che presenzia alla cerimonia, rilasciando sorrisi benevoli agli astanti, tra i commenDi lusinghieri e le lodi inDonaDe con gradevole accenDo irpino (ricordate il De Mita del Bagaglino?).
Spero di essere in grado di pubblicare immagini dell’evento, perchè sono curioso anch’io di sapere cosa accade nelle scrostate stanze del potere frigentine.
COMUNICATI DELL’ONOREVOLE MARCO PUGLIESE STAMPA IL COMUNICATO
Il Sen. Dell’Utri inaugura il circolo del “BuonGoverno Irpinia” presieduto dall’On. Marco Pugliese
Inserito: 30/03/2009
Si terrà giovedì 2 aprile la visita del sen. Marcello Dell’Utri in Irpinia.
Il senatore sarà alle 18,00 a Frigento (AV) per l’inaugurazione del circolo del Buongoverno Irpinia presieduto dall’on. Marco Pugliese.
“ La presenza del Sen. Dell’Utri è un atto importante di affetto e di vicinanza nei confronti del Circolo Buongoverno Irpinia, anche perché avviene a pochi giorni dalla nascita ufficiale del PDL. Insieme agli altri componenti del Circolo stiamo organizzando per giovedì 2 aprile presso il castello Candriano di Torella dei Lombardi(AV) alle ore 19,00 un evento politico-culturale che vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti della politica italiana e che renderà per un giorno l’Irpinia protagonista nel panorama culturale nazionale”.
Quasi in contemporanea con l’Operazione Capitone che, alcuni giorni fa, ha portato al sequestro di un’enorme quantità di pesce avariato in tutta Italia, in un grande esercizio commerciale irpino, noto agli abitanti della zona per l’anomalo odore proveniente dal suo banco carni (un mio consanguineo si rifiuta categoricamente di consumare prodotti provenienti da quell’espositore…) sono scattate perquisizioni e controlli da parte dei Carabinieri e delle opportune unità mobili.
Le indagini sono ancora in corso: aspetterò quindi dati ufficiali prima di divulgare altri dettagli.
Sembra, comunque, che diverse irregolarità siano state riscontrate.
Fornirò dettagli appena possibile.
Ciao for now…:), Lorenzo

Nonostante io non riceva alcun contributo dagli amministratori del paese, né abbia alcun interesse a contendere quegli esigui, miserabili e deprecabili finanziamenti che saltuariamente arrivano dalla Regione Campania o da altri enti e che tanta invidia, astio e competitività generano tra alcuni “collaboratori” del Comune frigentino, impedendo, di fatto, a disinteressati cittadini di prendere parte serenamente alla valorizzazione della cosa pubblica, di tanto in tanto mi piace divulgare del materiale che presenti al mondo (quello vero! e non ai 5-10 mila abitanti dei paesini limitrofi) le bellezze e i luoghi di interesse del mio paesino di origine.
Le Cisterne Romane sono fra i più interessanti reperti archeologici di Frigento (AV).
Suggerisco di esplorarle come interludio tra due rilassanti passeggiate lungo la via panoramica Limiti (in modo da poter godere dell’effetto catartico del ritorno alla luce e all’ampio ed incantevole panorama irpino dopo la visita effettuata nel sottosuolo frigentino), che inizia a pochi metri dal sito archeologico che lascerò descrivere dalle parole di valenti studiosi frigentini.
“Il poderoso complesso di cisterne in opus incertum esistente sulla parte più alta del paese, nei pressi della Chiesa di S. Giovanni, finora, dopo una prima esplorazione fatta da G. O. Onorato nel 1957, non è stato adeguatamente studiato; la dissertazione dell’erudito frigentino Fabio Ciampo, pubblicata di recente, fornisce alcune notizie significative relative alla struttura dell’opera quale appariva due secoli fa.
Le cisterne, comunemente chiamate dai frigentini “pozzi”, scavate nel terreno, sono costituite da quattro gallerie intercomunicanti; il raggio della volta è di circa un metro; secondo quanto afferma Fabio Ciampo, che ne misurò scrupolosamente tutte le dimensioni, la lunghezza delle singole gallerie era di 150 palmi (m. 39.6), molto di più di quello che oggi è rimasto: evidentemente già nel XVIII secolo erano stati provocati dei danni sulle volte per la costruzione delle case della pizza antistante, per cui l’erudito frigentino parla di “guasti fatti nelle lammie”.
La costruzione fu realizzata con la tipica pietra locale, fatta eccezione per gli archi delle portelle di intercomunicazione fra le gallerie, in cui fu utilizzato il travertino di Villamaina.
L’attuale imbocco delle cisterne non è quello originario: durante i recenti lavori di scavo fatti nella piazza per la sistemazione della rete fognaria, è apparso chiaramente che la prima galleria oggi visibile continuava in senso sud per circa quattordici metri.
Il piano inferiore era in sensibile pendenza (mezzo palmo, cioè circa 13 cm. Alla distanza di 21 m.).
È di particolare rilievo ciò che Fabio Ciampo aggiunge nella sua descrizione: “… in linea diretta giungendo noi nell’orto dei signori Torella, ritroviamo in esso una ordinaria cisterna di fabrica consimilissima a quella de’ Pozzi, di larghezza palmi 14 e lunhezza palmi 20, alta diciassette con un astrico [lastricato] mirabile, nella quale andava a metter foce un canale di palmi due di diametro, che proseguiva ulteriormente dalla parte opposta”-
Appare chiaro che il centro di raccolta principale era costituito nella parte più alta ddalle cisterne a molteplici bracci che ricevevano, dal lato nord, filtrandole, non solo le acque piovane e quelle derivate dallo scioglimento delle nevi invernali (nel passato certamente frequenti e abbondanti), ma anche quelle di una sorgente abbastanza copiosa , cui sopra si è fatto cenno.
Le acque raccolte venivano distribuite attraverso un sistema di vasche, collegate a cisterne minori mediante un condotto di notevole portata, fatto con mattoni bipedali quadrati (c. 55 x 55 x 6.5) disposti a cappuccina.
…
È lecito supporre che mediante un complesso sistema di canalizzazione le cisterne servissero il centro urbano, che nell’età sillana cominciava ad ingrandirsi e, nello stesso tempo, convogliassero una parte delle acque a valle, nella zona compresa fra Cerasuolo e il Casino dell’Agente, anticamente denominata Duzoli.
Quest’ultimo toponimo, riconducibile alla voce dotta latina ductus, “condotto”, derivata dal verbo ducere, richiama la presenza in loco di un sistma di condizione delle acque dalla vicina località di Cerasulo, dove tuttora rimane una fontana quadrata con frammenti di iscrizione romana a grandi lettere (L L I), collegata forse ad una cisterna rimasta completamente interrata nella proprietà Di Leo. È, pertanto, ipotizzabile che il punto estremo a valle collegato alle cisterne si trovasse nella zona compresa fra Cerasulo e Duzoli, anticamente toccata da un importante asse viario, che poteva essere la via Appia.
…”
Tratto da
“Frigento e Dintorni dal Paleolitico all’età sannitico-romana”,
Salvatore Forgione, Vito Giovanniello –
Centro di Doumentazione ambientale,
Istituto Magistrale Statale “G. Della Valle” Frigento (AV)
Oltre alle foto già inserite nel post, ho preparato un breve filmato in modo da poter offrire una visione di insieme del complesso archeologico.
Mi scuso per la bassa qualità di alcune riprese, ma, come ho già accennato, il lavoro è del tutto amatoriale: io cerco di fare del mio meglio con i mezzi privati a mia disposizione!
Spero che sia di gradimento dei visitatori e li invogli ad esplorare le cisterne di persona
A Frigento (AV), si sa, i cittadini sono molto devoti e le Chiese spuntano lungo le strade come i funghi nel bosco.
Come al solito, uno dei pochi punti a favore di questo “consumismo religioso” è la ricchezza artistica e storica rappresentata dagli edifici e dagli arredi interni.
Oggi mi piacerebbe presentare la Chiesa del Purgatorio, sita in posizione privilegiata, adiacente la villa comunale (recentemente e brillantemente restaurata) di cui ho qualche immagine e un breve video descrittivo, ma credo che rimanderò questa operazione propagandistica ad un recente futuro; urge, infatti, dar vita ad un breve ma indignato “j’accuse” che aspetta da diverse, lunghissime settimane, di essere regalato alla gloria immortale di internet.
Il misfatto è stato compiuto in occasione della caccia al tesoro, manifestazione che da diversi anni impegna le giovani e acute menti frigentine nella ricerca di un ambìto quanto timido tesoro, occultato tra i meandri di viuzze che circondano il nobile cocuzzolo.
Nel corso della stessa, alcuni partecipanti hanno ben pensato, durante la preparazione di un “travestimento” previsto dalle istruzioni degli organizzatori, di “adornare” anche la scala esterna e la facciata laterale dell’edificio in questione.
Lo scempio che ne è stato generato è visibile nelle foto.
Mi preme sottolineare il tratto rozzo e primitivo dei graffiti, la scrittura tremolante e la mano incerta, che ben dipingono le capacità intellettive degli autori e le evidenti difficoltà nell’opporre il pollice in modo adeguato, al fine di maneggiare la colpevole bomboletta.
Ciononostante, posso ben immaginare le risate gutturali e i gesti di approvazione dei giovani compagni che hanno accolto il vile atto di vandalismo esaltando gli artefici dell’operazione con virili festeggiamenti.
Mi è giunta notizia che il parroco avesse recentemente fatto ripulire il portone visibile nelle foto da simili atti vandalici, per cui il gesto di noncuranza e di disprezzo per i beni comuni è ancora più marcato.
Non so se, ad oggi, qualcuno ha spontaneamente posto rimedio allo scempio. So che il parroco ha accusato gli organizzatori della caccia al tesoro, ritenendoli responsabili. Personalmente credo che gli stessi non abbiano poi una gran colpa. Il fatto che nelle istruzioni del gioco fosse previsto il mascheramento e l’uso di bombolette per la decorazione dei costumi non implicava affatto che dei decerebrati utilizzassero tali strumenti a fine vandalici. Ovviamente avrebbero potuto prestare una maggiore attenzione nel vigilare che gli immaturi (e non per questo necessariamente giovanissimi!) partecipanti alla gara non compiessero idiozie, ma sento di dover essere in qualche modo comprensivo con loro.
Così come approvo pienamente la proposta del parroco di negare, negli anni a venire, l’autorizzazione per la manifestazione. Si colpisce direttamente i giovani cafoni (NB: “cafoni” viene qui usato per indicare i frigentini in toto e non, come d’abitudine del paese, i cittadini che non risiedono nel centro storico!) insegnando loro il rispetto degli altri e di sé stessi.
E speriamo che imparino qualcosa…
Come ho più volte sottolineato, la cultura irpina è intrinsecamente legata alla Chiesa Cattolica che lungamente a ha dominato i poveri contadini avellinesi (e non solo).
Tra le varie manifestazioni di ispirazione cattolica che vengono celebrate nel mio pasello (Frigento (AV)) una delle più affascinanti è la Tirata dei Carri Covoni. La manifestazione nacque come evoluzione dell’usanza di donare a San Rocco una parte simbolica del raccolto estivo: il grano appena mietuto veniva utilizzato per adornare dei carrettini che venivano poi trascinati da “pariglie di uovi” (coppie di buoi) formando una sorta di processione.
Da ciò è stata, in epoca moderna, creata la formula della tirata dei carri, che è ormai più una sfida tra contrade che un simbolo di devozione.
Ciascuna zona del paese provvede a progettare e costruire i carri nel modo più fantasioso possibile e a decorarli interamente di grano e paglia (con l’ausilio di pochi altri materiali, quali quadretti raffiguranti san Rocco e pannelli in legno).
Il pomeriggio del 15 agosto i carri creati vengono riuniti in prossimità del convento dei francescani frigentini (quelli che trasmettono illegalmente spaventose potenze elettromagnetiche dal centro del paese con la loro TLRB, tanto per intederci!) e vengono trascinati fino al centro del paese da buoi fatti arrivare appositamente dalla Puglia oppure da trattori. A volte, come quest’anno, sembra che si possano verificare degli inconvenienti e dei disaccordi sull’utilizzo del budget da parte dei vari comitati-festa, anche se alla fine la manifestazione si è svolta senza problemi (almeno per gli occhi del pubblico).
I carri vengono quindi lasciati agli occhi dei visitatori nel parcheggio antistante la Chiesa del Purgatorio.
Posto qui un video che ho creato appositamente per celebrare e diffondere questa tradizione presso i paesi limitrofi e in qualunque altro luogo raggiunto da internet, dal momento che sembra che gli amministratori e i giovani che hanno in qualche modo a che fare con il “comune” frigentino non ritengano la rete un posto degno per rappresentare e pubblicizzare il paese, le sue bellezze e le sue attrazioni…
Buon divertimento! (NB: il video va visto in Altà Qualità per apprezzare la bellezza dei carri. Quindi vi consiglio di aprire la pagina originale di Youtube e selezionare questa opzione con l’apposito pulsante posto alla base del riquadro video
Sulle note di “It’s a long way to the top” – AC/DC, suggeritami dalla visione dei buoi che, pazienti e maestosi, si inerpicavano per le salite frigentine trascinando dietro le piccole opere d’arte costruite dai contadini e artigiani del paese










































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