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Amanti della cucina golosa ma sana, agguerriti nemici del colesterolo, derisi dai vostri ottusi amici e parenti per le vostre abitudini sane, siete approdati nel posto giusto!!!
Quella che vi presento oggi è una ricetta facile e veloce, ma ottima, gustosa e, senza ombra di dubbio, estremamente salutare.
Ingredienti per circa 15-20 crepes:
- 1 litro di albume (circa 30 bianchi d’uovo)
- 20 cucchiai abbondanti di farina di grano tenero di tipo “00″
- 400 ml di latte parzialmente scremato
- 3 cucchiai di sale
- OPZIONALE: aromi (cannella, cacao, …)
NB: le dosi sono apporssimative; in particolare potreste esssere interessati ad avere una pastella più “piena” aumentando farina e latte! Consiglio di fare dei tentativi per individuare il mix che più si adatta alle vostre esigenze! Personalmente a me piace questa versione in quanto apporta una considerevole quantità di proteine a fronte di un limitato contenuto di carboidrati!
Preparazione
Amalgamare tutti gli ingredienti in una ciotola capientecon l’ausilio di una frusta.
Il preparato deve essere liquido, ma denso e non deve presentare grumi di farina!
Spennellare una padella antiaderente con due o tre gocce di olio (meno di mezzo cucchiaino); chi non ha mezzi professionali può utilizzare un fazzolettino opportunamente ripiegato.
Riscaldare su fuoco medio-basso e distribuire un mestolo di pastella avendo cura di non lasciare buchi;
lasciar cuocere 30 secondi o un minuto fino a che i bordi non inizano a staccarsi, quindi rigirare la crèpe con una spatola di legno!
Attendere la fine della cottura e togliere dal fuoco!
Ripetere la procedura per l’intero preparato, avendo cura di lubrificare la padella con le solite goccioline d’olio tra una crèpe e la successiva.
Condire a piacimento! Quelle utilizzate nell’apertura del post sono ripiene di 3 cucchiaini di cacao e zucchero!
Sono ottime sia dolci che salate, ma se avete aggiunto all’impasto la cannella o il cacao sconsiglio fortemenete un ripieno salato!
Per chi ha esigenze “dietetiche” le crèpes preparate in questo modo costituiscono da sole e senza ripieno un piatto completo, se accompagnate da una porzione di frutta o verdura
Dedico questa ricetta alla cara panettona, che mi ha recentemente assegnato questo premio per blogger:
Che cos’ è e come si assegna:
“Blog vitaminico a.c.e.” è una targa, un riconoscimento di stima e apprezzamento per lo stile, la grafica, i contenuti e l’ energia che il premiato trasmette con il suo blog.
Chi ne ha ricevuto uno può assegnare quanti premi desidera, in qualunque momento.
Per poter prelevare il premio però è necessario premiare a nostra volta almeno un blog.
Personalmente, riassegno il premio a panettona, per il momento, riservandomi di cercare altri blog meritevoli
Da un po’ non curavo la sezione culinaria del blog. Ora tutti i buongustai del web saranno ripagati della loro attesa
Ricetta adatta solo a chi non ama fingere di essere un buongustaio con aria supponente e sopracciglia dubbiose di fronte a qualunque novità…
E’ fondamentale che il sapore dell’albume sia gradito, in quanto esso è dominante nel piatto finale.
Ingredienti:
Pasta (preferibilmente corta)
passata di pomodoro
albume
scalogno
olio evo
sale
pepe
peperoncino
Preparazione:
Portare ad ebollizione in una pentola una sufficiente quantità d’acqua salata.
Nel frattempo, in una padella antiaderente, versare la passata di pomodoro, lo scalogno ridotto in sfoglie e l’albume. Insaporire con sale, pepe e peperoncino in modica quantità e lasciar cuocere a fuoco lento. Chi lo desiderasse può aggiungere un filo di olio evo (io ho preferito aggiungerlo a crudo alla fine).
Quando l’acqua bolle, versare la pasta e scolare bene al dente.
Saltare la pasta in padella con il preparato e versare nei piatti; insaporire con un leggero filo d’olio evo e spolverare con abbondante pepe nero.
Buon appetito!
Aggiorno il post sui fusilli al tegamino, perchè ho recentemente notato un dettaglio molto simpatico
Nel film “Lo chiamavano Trinità” (“They call me Trinity”; la versione originale è in inglese, per chi non lo sapesse
ma in italiano i film della famosa coppia rendono molto di più, probabilmente per motivi affettivi
) ad un certo punto lo “sceriffo” Bud Spencer mangia in un capiente TEGAMINO
Quest’anno non mi dilungherò sulla festa dell’organetto, i balli, le musiche, le gare, la cucina casereccia, ecc…
Un singolare personaggio, a mia memoria da sempre presente a queste manifestazioni nel mio paesino, ha catturato la mia attenzione.
La sua ipnotica “bancarella” ricavata sul retro di una normale autovettura, i limoni succosi della costiera, la rilassante luce rosa emessa dai neon, l’odore aspro della carne croccante e morbida al tempo stesso.
Con suoi modi amichevoli da napoletano civile, il signor Esposito Silvio acconsente volentieri ad una foto e ci racconta la sua esperienza di mussaiolo di quarta generazione, confessandoci la sua pacata amarezza per la scelta della sua discendenza che ha deciso di tentare la strada della laurea invece che perpetuare la tradizione di famiglia.
Il nostro solerte venditore, in questi giorni di festa, percorre 200 km al giorno per recarsi nelle zone dell’entroterra irpino e deliziare tutti gli appassionati della sua specialità con i simpatici “coppitielli” conici.
La materia prima proviene, senza intermediari, direttamente dai macelli napoletani: il mussaiolo professionista sceglie personalmente i pezzi adatti all’attività e li prepara con maestria sotto gli occhi attenti degli acquirenti; gli ingredienti usati? muso piede e trippa (muss’, pere e trippa), come recita lo slogan dell’attività, tutti rigorosamente di bovino.
I golosi di questa leccornia sono tantissimi e gli affari sono assicurati per Silvio (non quello di Arcore!) che sa di poter contare su un pubblico di amatori affezionati: molti lo conoscono di nome e sono in confidenza con lui. Il rapporto con i clienti si perpetua di anno in anno.
Il mestiere del mussarolo, tanto tipico quanto raro al giorno d’oggi, resterà una pietra miliare nei cuori di tutti i giovani frequentatori di sagre di paese e feste popolari campane. Non mi risulta ci sia un equivalente in altre regioni, ma sarei ben lieto di scoprirne, se qualcuno ha qualche suggerimento
Bene
finora abbiamo scherzato, ma è giunto il momento di tirar fuori il vero Crappy Chef che è in me… soprattutto la parte Crappy!!!!
Quindi attenzione, lettori dai denti aguzzi e l’acquolina facile… muovetevi con cautela se non volete essere scioccati
Oggi ho deciso di preparare qualcosa che rispecchiasse il mio stile Crappy e, al tempo stesso, che fosse un piatto leggero e dietetico (leggasi: “salutare”!!!).
La mia fervida (e malata!) fantasia mi ha suggerito allora di mischiare un pò di ingredienti trovati in frigo. Ecco quello che ne è venuto fuori:
Ingredienti:
- Pomodori pelati (a casa mia si preparano con basilico e sale)
- Piselli
- Albume d’uovo (potete ricavarlo dalle uova intere, ma a patto che poi abbiate una destinazione per i tuorli… sprecare tanto cibo è una vera offesa alla dignità! oppure potete comprarlo già in scatola… io lo trovo in cartoncini simili a quelli del latte fresco
) - Sale
- Pepe
- Origano
- Rosmarino
- Spezie varie
In una padella antiaderente versare i pomodori pelati insieme ai piselli e un bicchiere d’acqua per evitare che si secchino troppo durante la cottura. Unire il rosmarino, il sale e l’origano (o altre spezie se preferite) e lasciar cuocere, regolando di acqua, fino a che non si è soddisfatti della consistenza e del sapore.
A questo punto, in un’altra padella antiaderente, versare l’albume ed aggiungere sale e pepe (o le spezie che più vi aggradano). Mescolate continuamente per evitare che il fondo si bruci. L’albume sarà pronto in pochi minuti.
Unite i due preparati e gustatevi un leggero e molto salutare piatto succulento
Suggerisco di aggiungere, per chi lo volesse, un filo di olio extra-vergine di oliva crudo nei piselli ![]()
Io ne ho fatto a meno
E il piatto mi è molto piaciuto
ps: per chi si sentisse più goloso, ho notato che con i pomodori e i piselli preparati in quel modo starebbe molto bene una ricotta leggera, di quelle succose
Essendomi casualmente trovato tra le mani un pacchetto di vongole surgelate (non dimenticate che sono pur sempre il “crappy chef”
) lasciatomi in eredità da alcuni amici in partenza per le vacanze, ho deciso di preparare i meravigliosi Spaghetti alle Vongole, piatto tipico della tradizione napoletana (e non solo) e, spesso, simbolo del mio pranzo di Natale (o della vigilia). Naturalmente la cuoca incaricata, quando sono a casa, è tipicamente mamma, la quale, per definizione, prepara degli spaghetti divini
ma un po’ troppo oleosi per i miei gusti (lo so, lo so: sono noioso
)
Oggi ho allora deciso di darmi da fare e mettere le mani ai fornelli…
Ingredienti:
- Spaghetti
- Vongole (suggerisco vivamente quelle fresche e comprate da un venditore di fiducia; in alternativa potete usare, come ho fatto io, quelle surgelate… il risultato alla fine sarà buono, ma vi mancherà qualcosa…
)
- Pomodori a pezzettini (io suggerirei dei pomodorini freschi, tipo pachino, ma oggi ho usato (e non me ne sono affatto pentito, degli ottimi pelati in barattolo di vetro, confezionati dalla mia famiglia e provenienti dal nostro orto
ricordo che da ragazzino gli addetti all’inserimento dei pelati nei barattoli e le relative quantità di sale e basilico, eravamo io e la mia nonna materna, per via delle ridotte dimensioni delle nostre mani
- Olio (e qui casca l’asino: io ho usato una quantità minima di olio per far rosolare l’aglio e poi un’altrettanto quantità misera aggiunta a fine cottura, mentre facevo saltare gli spaghetti col sugo
) - Un bicchiere di vino bianco (se ne avete di qualità, tenetelo da parte per berlo durante il pasto… è un accoppiamento perfetto
) - Prezzemolo in quantità
- Qualche foglia di basilico
- Pepe nero
- Peperoncino (anche questo, prodotto in casa, e polverizzato a mano dalla mia operosa nonna
- Sale
Preparazione:
Mettere una pentola con abbondante acqua salata sul fuoco. Appena in ebollizione, versare gli spaghetti.
Nel frattempo., soffriggere l’aglio in una padella con un filo d’olio e rimuoverlo quando dorato.
Aggiungere i pomodorini tagliati a pezzettini, il prezzemolo e il sale.
Dopo qualche minuto, aggiungere le vongole già pulite e continuare la cottura per qualche minuto.
Sfumare col vino bianco e aggiungere il peperoncino.
Cointinuate a regolare col vino la cottura, fino a quando la pasta non è quasi pronta. Prima di scolare gli spaghetti (bene al dente!) aggiungete un pò di basilico tritato al sugo e lasciate insaporire.

Sugo alle vongole - L'olio è in minima quantità e la succosità del liquido è garantita dal vino bianco
Aggiungete quindi la pasta scolata al sugo e saltate in tutto in padella.
Servire appena pronto, con una spolverata di pepe nero (se piace), con abbondante prezzemolo tritato e qualche foglia di basilico intera per profumare e decorare
Buon appetito
Vi assicuro che si spande nell’aria un profumo inebriante
ps: non dimenticate un bel bicchiere di vino bianco da accompagnare al piatto
pps: io e la mia coinquilina ne abbiamo mangiato un bel pò: sono davvero buoni
Nonostante il blog abbia la tendenza a spaziare su diversi argomenti anche scorrelati tra loro, una posizione di rilievo sarà comunque data alla terra che fu la mia culla.
Da essa ha preso il via la mia vita attiva online.
Per cercare di smuovere i macigni che ostacolano la realizzazione di una una fresca e trasparente attività degli amministratori irpini, per spezzare le catene che ben proteggono i politicanDi avellinesi nella loro rete di riverenze e favorucci, per svegliare dal loro torpore gli addomesticati cittadini dell’entroterra campano, per protestare contro i comportamenti che da sempre offendono la dignità umana della mia provincia di orgine… per tutto questo continuerò a scrivere, fornire materiale, spunti di discussione, critiche e lodi, nonostante la finta indifferenza degli amministratori, che cercano, applicando una avanzatissima tecnica, di alta scuola politica, nota come “mutismo perpetuato”, di sminuire le riflessioni, le critiche e addirittura i suggerimenti (!) che io e altre persone cerchiamo da tempo di comunicare loro. Non mi propongo certo di fare tutto questo da solo… ma mi piace l’idea di infoltire le fila di quegli avellinesi (e, in un’ottica più ampia, italiani) che cercano di far sentire la propria voce fuori dal coro e si prodigano (nelle modalità a loro compatibili) per “dare una mano”… nel mio caso a distanza dato che sono e resterò un emigrato!
Ma un blog, un forum, un sito internet non sono solo degli strumenti di protesta… come accennavo prima, sono anche dei mezzi per lodare, esaltare la bellezza, far conoscere tutti gli aspetti più meritevoli o caratteristici dell’argomento in questione.
E l’argomento trattato è, in questo caso, l’Irpinia! La terra in cui sono nato e in cui passo, ogni tanto, nello stile di quegli emigrati di tanti anni fa, guardando con nostalgia quegli scorci che, anni fa, mi videro ragazzino…
E ciò che più mi fa pensare con animo melanconico ai territori frigentini da cui provengo è la musica, quella popolare, fatta di melodie orecchiabili, fisarmoniche e organetti, testi semplici, espliciti, talvolta focosi… intrisa di tristezza e dolore, ma anche di gioia e voglia di vivere… a volte schietta, altre volte ambigua…
Il cantore dell’Irpinia, l’inarrivabile Seppuccio, con la sua Seppuccio Folk band, è un genio della rusticità, un mago della melodia… la sua voce decisa ma melodica riesce a dipingere egregiamente l’élan vital dei contadini irpini in egual misura con le loro sofferenze e la dura vita dei campi; dai suoi testi è sempre evidente l’accettazione gioiosa del proprio ruolo, vissuta senza vittimismi, dai coltivatori del secolo scorso, vessati e sottomessi ai capricci dei latifondisti che, alla fine del ventesimo secolo, ancora perpetuavano soprusi medievali nei confronti dei loro “coloni”.
Avevo già inagurato il blog con la sua Canta Seppù, mentre ora vado a presentarvi un altro suo strepitoso successo: Pampanella che vi viene qui offerto insieme a scorci irpini, paesaggi più o meno selvaggi, angoli rustici e piatti tipici… buona visione
Today I added the FOOD SECTION and I celebrate this event publishing an international recipe.
But first, let’s give some fame to my dialect
hehe I really like the title I’ve chosen for this section.
This is what in my dialect would have been called: “Lo cuoco re sechenenza“…
This is a very obscure expression from my little town. Maybe people coming from two or three other neighbouring “villages” are able to understand that, while just moving less than 10Km far from my place almost nobody will be able to get the meaning of it
I don’t really know where is it from… I guess “sechenenza” could be a very low quality material, or an invented material, to mean that “something ‘re sechenenza” is very bad!
Well… that’s what I am
at least when i cook
When I just cook for myself, I simply try to “survive”: basicly low fat, balanced food, with a lot of different spices
Let’s say that I consider the food as a kind of “fuel”… I am very sorry for all the real chef passing by here… it is not my intention to offend them
I like well made food… but when I have to cook, I simply try to get the best taste in the easiest (and possibly healthy) way
In spite of that, I really like some of my food, and some friends also appreciate it, even though it is very healthy
So, you’ll get here some samples of my recipes but, don’t worry: I seldom try to pretend being a chef and I work on “real recipes”… So you”ll also find nice food on this page… surf it
Here we go: a nice chinese friend has shown me this original recipe.
APPLE COLA CHICKEN
Ingredients: chicken wings, 1 apple, 1 Cola (preferably Pepsi) can, ginger, leek, garlic
Sauce: 2 spoons soya sauce, 1 spoon alcohol, 1/2 spoon sugar, salt
1. Marinate chicken wings in the sauce for 15-30 minutes.
2. Husk the apple and cut it into small bits. Store in water to keep them from oxidation ![]()
3. Put some oil in a pan. Saute garlic, ginger and leek pieces first, then add chicken wings (with sauce) and saute them until their color turns to white.
4.Add apple bits
5.Add Cola and cook until boiling occours, then switch to middle temperature. Cook until just 1/3 of the sauce is still in the pan.
6. Taste to regulate by adding sugar and/or salt.
POLLO ALLA COLA E MELE
Ingredienti: polo (ali), 1 mela, 1 lattina di Cola (preferibilmente Pepsi), zenzero, porro, aglio
Salsa: 2 cucchiai di salsa di soya, 1 cucchiaio di alcool, 1/2 cucchiaio di zucchero, sale
1. Marinare il pollo nella salsa per 15-30 minuti
2. Sbuciare la mela e tagliarla a dadini. Conservare in acqua per evitare l’ossidazione ![]()
3. Soffriggere dapprima gli spicchi d’aglio, lo zenzero e i tocchetti di porro. Quindi aggiungere il pollo e la salsa, soffriggendoli finchè il colore del pollo non diventa bianco.
4. Aggiungere i pezzettini di mela
5. Aggiungere la Cola e portare ad ebollizione, quindi passare a fuoco medio. Cucinare finchè resta 1/3 della salsa.
6. Assaggiare per regolare con zucchero e/o sale






































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