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Tutte le persone che porteranno questa Medaglia, riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo.
NB: Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia.
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Cari lettori, lo so: questa volta vi ho fatto proprio ridere! Ma devo confessare che non è tutta farina del mio sacco (che purtroppo è andata tutta in crusca…)!
Anzi: ad onor del vero ho solo linkato l’immagine dal sito dell’Associazione Luci sull’Est alla quale vanno i miei più sentiti complimenti per lo spirito goliardico e il forte senso dell’humor dimostrato (anche gli slogan in grassetto sono infatti tratti dal sito
).
La medaglia può essere ricevuta comodamente a casa già benedetta (!), dopo aver compilato un apposito modulo.
In allegato si riceve anche un pratico ed elegante bollettino postale che permette di inviare un’offerta libera e del tutto volontaria per sostenere la diffusione della medaglia, che è un mezzo potente e straordinario se si vuole promuovere e diffondere la devozione alla Madre di Dio e dei suoi appelli alla conversione e al cambiamento di vita permettendo così di aiutare migliaia di italiani che hanno bisogno del potere di intercessione della Madre di Dio.
Ci sono comunque altri modi per entrare in possesso del portentoso monile.
La visione di questo simpatico oggettino mi ha fatto ricordare che i monaci del Santuario del Buonconsiglio* di Frigento (AV) inondavano le aule scolastiche e le case del paese con riproduzioni del santo ninnolo mariano e nonostante la mia inaffidabile ed intermittente memoria sono riuscito a scoprire che la mia famiglia è in possesso di almeno uno di essi. Sembra infatti che, da bambino, appena tornato a casa dopo una triste giornata di catechizzazione scolastica, io mi sia liberato della preziosa medaglia rifilandola a mia nonna
, che l’ha conservata per anni in un cassetto, dal quale è miracolosamente riapparsa intatta:

Ora che ne conosco le benefiche virtù, sono certo che la indosserò sempre, confidando nell’aiuto della Madonna, che oltre ad essere la nostra Madre del Cielo, è anche Regina della Terra e di tutto l’Universo. Oppure no?
*tali monaci francescani sono noti per essere particolarmente facoltosi, oltre che per l’intenso inquinamento elettromagnetico causato e per alcuni fatti di cronaca accaduti alcuni anni or sono.
Quando la domenica penso all’Italia mi vengono in mente essenzialmente tre cose:
1) i fusilli al tegamino (consiglio di guardare il video a fondo pagina
)
2) i pomeriggio solitario (perchè sono tutti impegnati a guardare 22 tizi che corrono dietro a un pallone o un gruppetto di scalmanati al volante di macchine e motociclette iper-veloci)
3) La messa in televisione (ARGH!)
Per forza poi vengono fuori queste idee strane:
… e vi risparmio le considerazioni filosofiche che sono dietro a questo segnale di pericolo ;P
Sembra che Roberto Balducci avesse “buone” intenzioni, volesse cioè sottolineare che ci sono sempre meno fedeli che ascoltano le interessantissime parole papali…
D’altra parte, se lo avesse detto per denigrare il Vecchio e le sue esternazioni sarebbe stato estremamente poco professionali per un giornalista… oltre che decisamente infantili!
Purtroppo per lui, sembra che lo abbia detto per sottolineare che ci sono pochi meritevoli che ancora ascoltano le sagge indicazioni della teutonica santità… E questo lo rende ANCORA MENO professionale…
Ad ogni modo, ha involontariamente ha fatto quello che tutti noi vorremmo fare: sputtanare Ratzinger davanti al grande pubblico…
Di recente avevo invidiato (costruttivamente) anche i giovani ingegneri irpino-napoletani che erano riusciti a sputtanare Silvio in mondo-visione con il loro striscione
Ora sono curioso di vedere come andrà a finire, visto che la Chiesa ha già alzato i toni e minacciato un po’ a casaccio, come al solito ;P
PS: nel video fa la sua comparsa anche il nuovissimo Ratzinger a cui stavo lavorando… spero che sarà apprezzato in futuro! ![]()
PPS: tutto sommato credo di non aver infranto il “silenzio stampa”… siamo ancora al 13 luglio, “umanamente” parlando…
Oggi pomeriggio Maroni ha ribattuto con menefreghismo alle accuse della Chiesa sul DDL sicurezza.
Chissà cosa ne pensa Tremonti, a cui fu invece ordinato di riaprire i rubinetti dei finanziamenti alle scuole private quando il Vaticano alzò la voce sulla finanziaria…
Mai si era visto un simile teatrino tra due soggetti che, pur interpretando le rispettive parti per il piacere del pubblico pagante, avevano sempre risolto i loro dissapori nel giro di poche ore
Dopo le critiche mosse al DDL Sicurezza da monsignor Sacchetto, la risposta dell’indifferente ministro Maroni e la marcia indietro del Vaticano, ieri sera è sceso in campo il ministro Bossi.
I due esponenti del Governo insistono sul fatto che le critiche di mons. Sacchetto costituiscono solo una voce isolata che non esprime la posizione del Vaticano, anche se la CEI ha espresso i suoi dubbi asserendo che “sull’immigrazione non basta l’ordine pubblico ma servono anche politiche volte a favorire l’integrazione”.
Simile la posizione di Amnesty International, che ritiene che il “pacchetto sicurezza” darà vita ad “un’allarmante situazione di mancato accesso ai servizi e di compromissione dei [...] diritti umani” dei migranti. Nel frattempo, alcune personalità di spicco del mondo della cultura lanciano un Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa e l’Unione Europea dichiara che continuerà a vigilare sui contenuti del DDL
Girovagando nel reparto-edicola del PAM oggi il mio occhio è stato attirato da uno scaffale solitamente agghindato con gradevoli libri per bambini e giovani lettori che emanava un’anomala luce giallastra.
Sono stato molto colpito da una serie di libricini dalla grafica semplice ma accattivante e dai caratteri ammicanti del titolo che recitava “La mia prima Bibbia“.
Con soli 4.90 € ogni genitore può acquistare per i propri bambini – così come per quelli di amici e parenti – un utilissimo strumento di violenza.
Ricordo che da bambino mi è capitato di avere tra le mani “Il mio primo dizionario“, un bellissimo libro con le parole illustrate e presentate in modo affascinante, che mi invogliava ad imparare senza sentire il peso dell’apprendimento.
Ho quindi compreso immediatamente le enormi potenzialità di indottrinamento contenute in questo subdolo strumento di controllo mentale.
Purtroppo di recente una mia giovanissima consanguinea ha iniziato a frequentare le lezioni di Insegnamento di Religione Cattolica all’asilo! Tra gli approcci più meschini usati per plagiare le loro deboli menti infantili di cui sono venuto a conoscenza sono annoverati disegnini da colorare raffiguranti “santi e madonne” (ebbene sì: c’è più di una Madonna nell’iconografia cattolica!) e un simpatico cartone animato in cui, oltre al lavaggio del cervello e all’indottrinamento, i bambini sono costretti a subire passivamente gravi scene di violenza che invece vengono invece censurate e demonizzate in altre trasmissioni:
Il fotogramma è tratto da questo estratto, in cui è ben visibile il momento in cui un soldato trafigge il costato di Gesù Cristo sulla croce, con tanto di flutti di sangue a corredare la scena (la “trafissione” inizia a 6m27s).
I lettori di questo post che già hanno tendenze laiche, atee o agnostiche non troveranno nulla di speciale in quanto da me finora scritto, mentre i cattolici faranno fatica ad accettare le mie idee o a comprendere le mie posizioni.
E’ per questo che ora mostro quest’altro video in cui sono perfettamente illustrati i metodi di condizionamento islamici: non vi sembra spaventoso? L’approccio è assolutamente identico a quello subito da un bambino nato in una famiglia cattolica media, solo che noi siamo troppo assuefatti alla religione cattolica per renderci conto dello scempio esercitato ogni giorno durante le catechesi o, peggio, tra le mura domestiche.
Forse è il caso di riflettere un pò prima di farcire i propri (e gli altrui) bambini con gravi, pericolose e non provabili idee mistiche.
A tale proposito pubblico un’immagine molto famosa sui siti stranieri ma poco conosciuta in Italia.
Chi desiderasse la traduzione, la chieda pure
PS: mi sono anche ricordato di questa vecchia vignetta:
Copia e incolla il codice nel tuo sito o blog
<a href="http://lupoemigrato.wordpress.com/sia-lodato-gesu-cristo-perche/">
<img src="http://lupoemigrato.files.wordpress.com/2008/09/sia-lodato-gesucristo-perche.gif"
border="0"></a>
Riassumerò in breve la campagna in soli 3 punti; gradirei, però, che tutti leggessero anche la più prolissa introduzione riportata nel seguito, in quanto ritengo fondamentale non rendere questa operazione un gioco, bensì una profonda e stimolante riflessione!
Aderisci a questa campagna se ritieni che:
- il cattolicesimo non è il proprietario di valori e virtù
- laici, atei e agnostici non sono persone spregevoli e pericolose (perlomeno non più di credenti, religiosi o appartenenti al clero)
- sia necessario rimuovere dalla nostra cultura e società l’invadente e prepotente visione cattolica del mondo e sostituirla con un più ampio e democratico approccio che tenga conto di tutti i possibili punti di vista
Sebbene la riflessione sia nata tempo fa, il titolo del banner mi è stato recentemente suggerito da questo breve dialogo:
frate – Sia lodato Gesù Cristo!
Bambino – Perché!?
È possibile esprimere in modo più semplice questo concetto? Credo di no.
Molti conoscono queste parole, ma per i più impreparati specificherò che si tratta di una citazione dal capolavoro “Continuavano a chiamarlo Trinità” (titolo originale: “Trinity is still my name”) in cui Bud Spencer e Terence Hill bussano alle porte di un convento e vengono accolti con il saluto rituale “Sia lodato Gesù Cristo”. La loro sorpresa è evidente e il corpulento attore napoletano rompe l’imbarazzo dello spettatore con un marcato: “PERCHÉ!?”
La trama del film non è necessaria e la caratterizzazione dei geniali personaggi di Trinità e Bambino nemmeno. Chi non li conosce, approfondisca privatamente
Nonostante prenda le mosse da un superlativo film comico, questa campagna è molto seria. Mi propongo di smantellare tutte le appropriazioni indebite di valori di cui si sono macchiati nel corso dei secoli i vertici della Chiesa Cattolica.
Non parlo delle ingenti somme di denaro e beni materiali che il Vaticano accumula indefessamente ogni anno a spese dei cittadini italiani e di tanti poveri creduloni sparsi per il mondo, bensì di quei valori morali fagocitati dalla confessione religiosa maggiormente radicata in Italia. Con un lungo e subdolo processo, durato secoli, millenni, si è cercato di far credere, nel nostro ipovedente Paese, che il Vaticano fosse il depositario, o l’inventore, di tutto ciò che di buono esiste sulla Terra.
Qualunque buon sentimento (giustizia, onestà, fedeltà,…) viene oggi spacciato per conseguenza della fede. Il messaggio, forte e deciso, che “il BENE è nella Chiesa cattolica e il MALE è in ogni altro luogo” viene diffuso con sicumera, ripetuto con tutti i mezzi, amplificato al massimo; a volte in maniera esplicita, più spesso in modo subdolo, ad esempio inserendo una frase come “ringraziando Iddio” di soppiatto, alla fine di un servizio del telegiornale riguardante una storiella di cronaca finita bene.
I telegiornali, poi, meriterebbero un’analisi a parte, fatta tempo fa anche dai Radicali. Esiste una programmazione ad hoc volta ad esaltare il papa e le sue farneticanti affermazioni, così come qualunque altra asserzione proveniente dal mondo cattolico. Tutto ciò che proviene dal Vaticano viene presentato, a priori, come positivo, universale e corretto; niente di quanto affermato dal pontefice viene mai messo in dubbio. Ricordo ancora certi servizi sul Creazionismo; non ci crederete ma, come prova inconfutabile della comicissima tesi biblica, il cardinale Renato Martino chiede al giornalista: “Ma Lei, si sente discendente da uno scimpanzé? Io no! He he!”
Tralasciando il grottesco spirito rilevabile da questi episodi, preferisco concentrarmi nel ribadire, con forza, che esistono VALORI UNIVERSALI, o quasi tali, che nascono spontaneamente nelle società umane, “in una parte più e meno altrove”, in quanto necessari alla sopravvivenza della comunità. Un amico mi ha fatto osservare: “Beh ma non si può negare che Gesù abbia detto delle cose nuove”; in realtà quel signore che si annunciava come figlio di Dio non aveva poi fatto molti progressi rispetto ai principi fissati, ad esempio, da Buddha ben cinque secoli prima (“Desisti dal fare il male, impara a fare il bene, purifica il tuo cuore“; noi sfortunati italiani penseremmo, d’istinto, che si tratta di una frase cattolica, perché questo ci viene insegnato con ogni mezzo fin da piccoli; in realtà rappresenta “l’insegnamento di tutti i Buddha”, tanto per fare un esempio pratico).
Il mio scopo non è certo quello di pubblicizzare il buddismo, ma semplicemente rendere ovvio a tutti che il cristianesimo non è il portatore di tutte le verità e il custode dei tutti i valori “positivi”.
E’ necessario che tutto questo venga sottolineato più volte: noi, infatti, viviamo in Italia una realtà molto simile a quella descritta da John Carpenter nel film “They Live”, in cui alcuni alieni, grazie ad un segnale ipnotico, manipolano le menti umane e inseriscono messaggi coercitivi in tutti gli annunci pubblicitari, riviste, show televisivi al fine di renderli schiavi. Nel Bel Paese gli “alieni” sono tanti e diversificati e non è possibile individuare un unico soggetto responsabile. Le nostre menti sono attaccate di continuo con messaggi di varia natura, dagli ipnotici corpi femminili e tornei calcistici (entrambi tanto cari all’industriale di Arcore) ai servizi del telegiornale truccati.
E’ necessario risvegliarsi e l’alba, purtroppo, è ancora lontana!
Non sto proponendo una caccia alle streghe (magari con tanto di inquisizione, come piaceva fare a qualcuno secoli addietro…); non voglio che i cattolici scompaiano e lascino il posto a fedeli di altre confessioni; vorrei solo che imparassero a donare il rispetto dovuto a tutti i laici, atei ed agnostici per i valori che essi condividono al fine di condurre una serena coesistenza con i propri simili.
Il monopolio cattolico nel nostro paese deve cessare: occorre risanare la nostra società, permettendo uno sviluppo armonioso di tutte le religioni, che hanno, a mio avviso di agnostico, pari dignità.
Il capo massimo del clero cattolico, Joseph Ratzinger, ha recentemente dichiarato: «Le radici della Francia, come quelle dell’Europa, sono cristiane». Frasi simili, indubbiamente parzialmente vere, fanno spesso eco in occasione di cerimonie ufficiali o in qualunque situazione di “pericolo” per le casse dell’Opus Dei, quali ad esempio la liberazione delle classi scolastiche da uno spaventoso simbolo di sofferenza: il crocifisso.
Indubbiamente il Cristianesimo ha plasmato, in qualche modo, la storia e la società europee, se non altro per i miliardi di persone che, nel corso dei millenni, sono stati indirizzati, ancora in fasce, all’adorazione del dio scelto dai loro plagiati genitori.
Quindi è vero che, in qualche modo, la nostra attuale cultura è legata alla religione cristiana, ma due enormi interrogativi devono essere sollevati:
- siamo sicuri che questa sia una cosa positiva? Eppure esistono molte altre religioni che regolano la vita delle persone in ogni parte del mondo; perché mai dovremmo essere orgogliosi di essere legati ad una confessione che ha commesso mostruose atrocità nel nome della divinità che asserisce di adorare, per le quali è stato chiesto, solo a causa di pressioni, un fugace “scusa”, pronunciata a bassissima voce e ormai dimenticata da tutti?
- l’implicita assunzione che le radici europee siano cristiane, nella loro interezza, corrisponde alla verità? questo è quello che traspare dalle parole del papa; ma, se pur si vuole trascurare quanto suggerito dal giusnaturalismo in tempi antichi e moderni, che dire allora dello stupefacente diritto romano (le cui fondamenta sono precedenti la “venuta” di Cristo) che ancora oggi svolge un ruolo primario nella formazione dei nostri giuristi e, quindi, ordina le nostre vite?
Mentre ancora lavoro a questo post e mi chiedo se sia il caso di dilungarmi ulteriormente, leggo la notizia che un’illuminata assessora veneta, Elena Donazzan, ha proposto, qualche giorno fa, l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica a scuola. Fulgido esempio di quanto l’aggressività religiosa cattolica degradi la dignità italiana, l’assessora giustifica la sua proposta asserendo che “Se pensiamo alle nostre regole del vivere civile le riconosciamo come cristiane… Perché in Italia non si ruba e non si uccide, perché abbiamo questo senso della famiglia, perché il rapporto deve essere imperniato sul rispetto e sul perdono? Perché in Italia non si ruba e non si uccide, perché abbiamo questo senso della famiglia, perché il rapporto deve essere imperniato sul rispetto e sul perdono?”.
Queste parole, pronunciate dal papa di turno o un cardinale, non lascerebbero molto sconvolti: giusto un po’ indignati per il loro tentativo di trattarci da imbelli succubi; ascoltarle da un politico laico fa veramente orrore e permette perfettamente di capire fino a che punto giunge il potere di persuasione dei divulgatori della volontà di “Dio” (il loro dio, ovviamente!).
Avrei voluto continuare a scrivere ma alla luce degli ultimi avvenimenti non posso che affrettarmi a pubblicare questo post e avviare la campagna. Aggiungerò in futuro riflessioni e dettagli sulle mie idee al riguardo e sono molto bene accetti spunti di riflessione, favorevoli o contrari che siano!
Che pubblichiate o meno il banner sul vostro blog o sito importa poco; purché diffondiate il significato di questa importante riflessione.
Non credo nel dio cattolico né in altre pretestuose divinità: mi sento libero ed appagato nel rispettare me stesso e gli altri, perché così è naturalmente giusto.
Questa sera d’inizio agosto è stata una delle prime serate estive in cui la famiglia al gran completo (o quasi) si riunisce per una tipica “pizza”, con pizza, dolci e vino fatti in casa…
Diverse note folcloristiche hanno meritato la mia attenzione stasera e si offrono come ottimi spunti di riflessione per me e per i pazienti lettori del blog.
Il più appariscente di tutti è stato il colorito mondo de:
La Bestemmia
Si è soliti, in quasi tutte le case contadine irpine, irrorare ogni cena, oltre che con del (buon) vino corposo, con delle folcloristiche bestemmie…
Ogni occasione, il più piccolo incidente, un minimo contrattempo possono scatenare l’oscena invettiva, gli aspri suoni prolungati per accentuare il patos, il pronto gesticolare che viene in aiuto per meglio sottolineare la rabbia… il tutto dipendente dalle personali abitudini dell’interessato e della comitiva che in quel momento funge da cornice…
Laddove non sussistano freni inibitori (grazie alla familiarità dei commensali e le loro abitudini da non ferventi cattolici…) non è raro ascoltare cori a più voci che si rincorrono nella ricerca della massima bestemmia… il tono è ovviamente molto più gradevole di quegli spiacevoli episodi in cui esiste vero atrito tra i “contendenti” e l’astio rende il duetto di cattivo gusto…
senza alcun intento blasfemo, la “bestemmia da compagnia”, spesso utilizzata per cercare l’approvazione e la compartecipazione degli astanti alla propria “disgrazia”, viene puerilmente vissuta dai contadini delle mie parti come “somma espressione di rabbia“… alcuna effettiva concezione di Dio, san Michele, Sando Rocco, Gèsucristo “e compagnia bella” è infatti presente nelle loro menti…
il rispetto che offrono alla Chiesa dominatrice, spogliatisi del cappello, con il capo chino e l’espressione attonita, è un semplice timore reverenziale… una paura quasi animalesca dell’Incongnito, di quello spaventoso e vendicativo Dio di cui è stato loro raccontato da ragazzini: tra sberle, fioretti, penitenze e minacce hanno ben capito che con quell’Essere onnipotente prima o poi si faranno i conti…
allora… è bene stare attenti a rispettare i fioretti, le regole sul cibo, attaccare le 10mila lire (forse 10 euro in tempi moderni, ma non sono mai stato testimone oculare di una statua adornata con banconote “europee”… negli ultimi anni ho evitato con una certa cura queste manifestazioni… e anche i miei nonni, fortunatamente, sono stati in qualche modo persuasi a destinare i loro risparmi ad altri fini) alla statua di san Michele quando passa in processione, affinchè il parroco possa ben sostenersi, prendere parte alle funzioni domenicali e alle celebrazioni nei giorni “sacri”, versare altro denaro a preti e monaci affinchè gli stessi preghino Dio di accogliere gentilmente i loro defunti in Paradiso, ecc…
Ma la bestemmia… beh.. quella è a discrezione dei singoli (anche perhè poi, volendo, è sempre possibile andare a confessarsi, recitare qualche decina di litanìe dal testo macabro ed essere mondi dal peccato… veniva loro raccontato fin da piccoli… ). Comunque:
molti hanno così paura da non poter pronunciare alcuna invettiva contro quell’esercito di idoli che, è stato loro detto, sono alle dirette dipendenze di Dio;
altri per semplice “buona educazione” (ebbene si!!! anche i contadini hanno un proprio galateo) si astengono da tale pratica;
altri ancora non se ne curano… ed è allora che il concerto può avere inizio… esistono personaggi noti solo per le loro fantasiose bestemmie che donano fama che varca i confini del paesino, così come ci sono persone invece famose per le loro particolarmente volgari bestemmie.
“La bestemmia” viene appresa, sin da bambino, nell’ambiente familiare: contrariamente a quanto avviene di solito con le parolacce, nonni e genitori sono i principali insegnanti di queste significative espressioni… il fanciullo impara sin da subito che indirizzare la propria rabbia contro un etereo “santo a piacere” (come disse una volta il signore noto di cui sopra) è un ottimo modo per sfogare le sensazioni negative, senza litigare con amici e parenti; a questo proposito vorrei sottolineare come, nonostante Dio e i suoi “compari” siano dei concetti vuoti nella mente dei contadini, essi rappresentano fumosamente la “massima autorità”, coloro ai quali tutte le colpe possono essere imputate e sui quali, quindi, tutte le imprecazioni e le lamentele possono ricadere al momento opportuno.
La bestemmia è quindi una valvola di sfogo… nulla ha a che vedere con la religione…. il bambino, vogliosa spugna culturale nei suoi anni più teneri, ascolta ripetutamente frasi di disprezzo o di condanna nei confronti delle icone che, al contempo, gli vengono presentate dall’oppressiva Chiesa come “dominatrici”, “paurose”, “potenti”… eppure nella loro forza, questi spiriti ancestrali nulla possono per impedirgli di rivolgere i loro sfoghi “al Cielo”… con questo gesto catartico i poveri sommessi contadini possono gridare agli dei: “Io esisto!!! E nessuno ha il diritto di giocare con la mia vita!”.
Dio e i suoi molteplici emissari sono infatti considerati alla stregua di benevoli tiranni, i quali, come risposta ad un imposto rispetto alle loro figure e ai loro mille inutili cavilli, si astengono dallo stuzzicare e maltrattare il povero umano, così come, se opportunamente pregati, adorati e invogliati tramite laute offerte (tangibili!), si mostrano misericordiosi protettori delle loro “pecorelle”.
La bestemmia è in realtà anche una forma di preghiera, come asserito da monsignor (è per me un enorme sforzo denominare gli esonenti del clero cattolico “monsignore”!) Gianfranco Ravasi:
“Anche la bestemmia, come conferma il libro di Giobbe, è una forma di preghiera. Esprime un’istanza metafisica, tipica della preghiera degli atei, nel limite e nella solitudine: è una forma di superamento del limite imposta dall’impotenza che l’uomo avverte per sé ” in quanto rappresenta, in qualche modo, un’ufficializzazione dell’esistenza di Dio, da parte del bestemmiatore, seppure il concetto stesso di Dio, nel caso dei contadini irpini, sia piuttosto flebile.
Ecco cosa l’UAAR dice in proposito:
UN PO’ DI STORIA
Il Codice penale vigente, datato 1930 (cosiddetto “Codice Rocco”, dal nome del suo estensore), contempla, nella sezione delle contravvenzioni «concernenti la polizia dei costumi» il reato di bestemmia, riferito esclusivamente alla religione cattolica: per le altre religioni venne ritenuto sufficiente il reato di turpiloquio.
L’introduzione della Costituzione repubblicana nel 1948 fece pensare alla sua abrogazione; tuttavia diverse sentenze della Corte Costituzionale ribadirono la legittimità della norma, con riferimento alla necessità di tutelare la fede della stragrande maggioranza degli italiani.
La firma del nuovo Concordato, nel 1984, portò all’abolizione del principio che vedeva nella religione cattolica «la sola religione dello Stato».
Inizialmente venne auspicato un intervento legislativo atto a eliminare la discriminazione e ad adeguare la norma alla nuova situazione creatasi. Tuttavia, vista l’inerzia del legislatore, il 18 ottobre 1995, con sentenza n. 440, la Corte Costituzionale dichiarò illegittimo il riferimento a «i Simboli o le Persone venerate nella religione dello Stato», mantenendo il riferimento alla “Divinità”, ora allargato alle altre religioni: venne quindi applicato il principio dell’eguaglianza tra le fedi, pur ribadendo come la norma tuteli «un bene che è comune a tutte le religioni».
In seguito, con la Legge n. 205 del 25 giugno 1999, nell’ambito di un progetto più vasto di depenalizzazione dei reati minori il Parlamento delegava il governo a legiferare entro sei mesi sulla materia, in base alle indicazioni dettate dalle camere.
Il Decreto Legislativo n. 507 del 30 dicembre 1999 ha quindi finalmente depenalizzato il reato, trasformandolo in un “illecito amministrativo”.
L’ARTICOLO 724 DEL CODICE PENALE
Comma primo, versione originale (1930):
«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o Simboli o le Persone venerate nella religione dello Stato è punito con l’ammenda da lire ventimila a seicentomila».
Comma primo, come modificato dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 440 (1995):
«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con l’ammenda da lire ventimila a seicentomila».
Comma primo, come modificato dal Decreto Legislativo n. 507 (1999, versione vigente):
«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità è punito con la sanzione amministrativa da lire centomila a seicentomila».
I “REQUISITI” DELLA BESTEMMIA
- l’autore della bestemmia può essere chiunque, anche un ateo;
- si concretizza nella sua semplice attuazione, indipendentemente dalle reali intenzioni dell’autore;
- il fatto che sia diventata una consuetudine, o che lo sia in certi ambienti, è irrilevante;
- devono essere chiaramente individuate le parole profferite;
- deve avvenire in luogo pubblico o aperto al pubblico; non è illecito quindi bestemmiare nella propria abitazione;
- devono essere presenti almeno due persone;
- non rientrano nella fattispecie le rappresentazioni figurate, i gesti, gli atti offensivi;
- è illecito bestemmiare contro Dio, non contro la Madonna e i santi.
L’ANACRONISMO DELLA TUTELA LEGALE DELLA BESTEMMIA
I recenti interventi della Corte Costituzionale, del Parlamento e del Governo non hanno risolto l’assurdità di una tutela legale della bestemmia.
Oltre a essere diventata, in alcuni casi, quasi un intercalare, va riaffermato con forza che la bestemmia, al giorno d’oggi, non rappresenta altro che la tutela giuridica di persone che, noi atei, reputiamo inesistenti.
Nei fatti, l’allargamento della fattispecie a tutte le divinità ha in realtà ulteriormente minato la libertà di pensiero e di critica, come è stato fatto notare da più parti (si veda ad esempio l’articolo «La bestemmia», di Paolo Bonetti, pubblicato sul numero 4/2000 di Micromega).
Un anacronismo reso ancora più stridente dalla volontà, da parte delle confessioni religiose di minoranza sottoscrittrici di intese con lo Stato, di vedersi tutelate in materia penale esclusivamente in base ai diritti di libertà sanciti dalla Costituzione, e non mediante la tutela specifica del sentimento religioso. La permanenza della bestemmia nel Codice penale – anche se come illecito amministrativo – resta così, ancora oggi, legata a una precisa volontà egemonica della Chiesa Cattolica.
Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2006
In un freddo pomeriggio “nordico”, scorrazzando da una pagina all’altra del web, come spesso mi accade negli ultimi mesi, in un’affannosa ricerca di informazioni, mi era capitato di guardare su youtube.com un’intervista diretta dall’osceno Francesco Giorgino che metteva a confronto Piergiorgio Odifreddi (il noto matematico) e un simpatico ed atipico “parroco” (allora a me sconosciuto, nonostante le sue origini irpine) che si è poi rivelato essere il luminoso Don Vitaliano.
La ricerca di informazioni sul “fu parroco” Vitaliano e temi inerenti (sui quali sono piuttosto sensibile) mi catapultò, di lì a poco, sul sito della Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti su cui trovai risposta a molte vecchie domande.
Ad esempio mi resi conto che in Italia non ero l’unico, oltre ai figli dei testimoni di Geova (dalle mie parti i musulmani a scuola non si erano mai visti…), a disertare le umilianti ore di Insegnamento della Religione Cattolica (figlie dei patti fatti dalla Chiesa con i fascisti diversi decenni or sono)… questa piacevole scoperta è stata in seguito confermata frequentando italiani del Nord: statisticamente è molto più facile, fuori dalla mia camorristica e medievale Campania (ah… la progressista Toscana… un’oasi in questa “cloaca” italiana, tanto per citare una “persona di cultura”, al secolo Maurizio Gasparri), incontrare delle persone che non hanno preso parte al violento lavaggio del cervello di massa che quasi tutti i giovani virgulti italiani sono condannati a subire fin dalla più tenera età.
Scoprii inoltre l’esistenza di associazioni che supportano i singoli che, con le proprie forze, non riuscirebbero a divincolarsi dalla tenace morsa vaticana e sottrarre le loro vite al controllo di una delle più grandi multinazionali del mondo, la Chiesa.
In realtà conservo comunque una certa diffidenza verso le associazioni che cercano di radicarsi in tutti i livelli della società passando per strade alternative… mi danno una vaga idea di massoneria o di Tagliapietre… in questo caso, però, le loro iniziative si sposano perfettamente con le mie idee di libero laico in libero stato quindi trovo giusto supportarle.
Tra gli altri, un anonimo link, relegato secondo la rigida logica alfabetica a fondo pagina, ha catturato la mia attenzion con la magnetica iscrizione “sbattezzo“.
Un fulmine a ciel sereno nella mia grigia vita di prigioniero marchiato ad acqua (benedetta) per il resto della mia esistenza… dopo aver vissuto diversi lustri nella convinzione di non poter in alcun modo cancellare da me l’onta del battezzo, una curiosa pratica che prevede di lavare la testa di un bambino asserendo che in questo modo egli, nato impuro (!), sia finalmente mondo dal peccato originale e che invece rende di fatto l’infante un suddito vaticano.
Ormai rassegnato al trasporto di questa croce (chiedo venia per il gioco di parole) la mia tattica per recuperare l’orgoglio perduto era ormai un’infatile ed esagerata sottolineatura della mia NON-cattolicità ogni qualvolta una conversazione affrontasse l’argomento.
Fu cosi che vidi la luce… il mio cammino era ormai segnato e decisi che nel giro di un anno (nonostante la procedura possa essere svolta a distanza, non abitando nella “mia” parrocchia d’origine ho difficoltà a gestire pratiche e documenti, dal momento che preferisco risolvere ogni possibile intoppo di persona) mi sarei sbattezzato.Sono passati meno di sei mesi, e la mia voglia di libertà è tornata a farsi sentire prepotente.
Approfitterò delle vacanze estive per ribadire il mio diritto a non essere cattolico e pubblicherò, con molto orgoglio, i risultati della mia battaglia. 
Buona fortuna a tutti quelli che vorrano intraprendere la strada della “salvezza”
uno sdrummelo agnostico
ps: Non mi si dica che l’augurare “buona fortuna” “porta sfiga”: sarebbe equiparabile alle cieche credenze religiose con cui la Chiesa mantiene il controllo dei suoi inermi fedeli!
pps: avevo pensato di chiudere il post con il resoconto di una discussione avvenuta tra me e un mio carissimo amico e confidente cattolico (purtroppo non riesco a levargli questo vizio…
sto cercando di renderlo semplicemente cristiano, ovviamente con il rispetto a lui dovuto e soprattutto con quel rispetto che la Chiesa ama dimenticare quando affronta certi argomenti!) sul “perché” mi volessi sbattezzare (NB: è da riconoscere che il mio collega è un cattolico di “quelli buoni“, cioè non un corrotto ossessionato dal potere e dalla ricchezza come tutti i vertici vaticani e buona parte delle altre gerarchie ecclesiastiche
). Ci sono molti motivi, di stampo etico, psicologico, sociale, economico. Ma vi risparmierò le nostre elucubrazioni: ho appena trovato sul sito UAAR questo incoraggiante documento che farà tutto il lavoro per me.
Mi riservo solo di aggiungere la prima frase con cui ho risposto alla sua domanda:
“La domana giusta, in realtà, sarebbe:
perchè NON dovrei sbattezzarmi?“
…



























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