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Il luminare prof. dott. ing. ill.ssmo cav. Ratzinger ha oggi rassicurato il mondo:
Per chi non conoscesse Padre Amorth, con google si trova un bel pò di materiale interessante…
Vi segnalo solo una vera chicca: un’inchiestona come solo Lucignolo sa fare:
PS: con questa vignetta e quella di ieri, inizia la mia
collaborazione con Segnali di Fumo
noto raccoglitore satirico!
Ogni riferimento a fatti o persone è assolutamento volontario
Yaoundé (Camerun), 17 marzo 2009
Con l’autorità donatagli dalla vaporosa veste che ne avvolge le ottuagenarie terga, il candido Ratzinger ha oggi svelato al Mondo, in occasione della sua visita nel continente africano, che “non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi“.
Le parole del luminare, apparentemente insensate, hanno fatto pensare a un colpo di sole, ma gli spettatori più attenti hanno immediatamente riconosciuto il disegno intelligente del pontefice intuendo le implicazioni di tale sorprendente affermazione. Alla luce di quanto rivelato dal papa (che, per dare maggiore solidità al proprio discorso, ha poi raccontato alcuni aneddoti sulla storia di un ebreo che, alcuni millenni or sono, seminò il panico nel medioriente camminando sull’acqua e resuscitando cadaveri) è stato poi chiaro come la soluzione finale al problema della diffusione dell’AIDS risieda nella semplicissima astinenza sessuale dell’intera popolazione africana per omnia sæcula sæculorum.
L’articolo originale, con la vera cronaca dell’evento: qui
In questi giorni ho poco tempo per aggiornare il blog.
Tuttavia ho notato un articolo molto interessante che ben racconta la nostra ridicola e amorfa italianità:
tratto da: http://italiadallestero.info/archives/3338
Il Vaticano invade l’Italia
La Chiesa non demorde. “Eluana Englaro è stata uccisa”, scrive Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, martedì 10 febbraio, all’indomani della morte della donna, in coma da diciassette anni. “Eluana non è morta di morte naturale, è stata assassinata”, ha dichiarato il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, al quotidiano Libero. “Uccisa”? E da chi? Si può supporre che questa accusa sia rivolta al padre della giovane donna, che ha voluto questa fine, ai giudici della Corte di Cassazione, che l’hanno permessa, ai medici laici, che l’hanno preparata, e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è opposto, venerdì 6 febbraio, ad un decreto legge che avrebbe potuto “salvarla”.
Raramente la Chiesa e lo Stato italiano hanno dato l’impressione di andare a braccetto fino a questo punto. Strumentalizzata, ridotta alle dimensioni di una disputa fra i “partigiani della vita” – il campo dei cattolici – e i “partigiani della morte” – il campo dei laici -, la controversia ha permesso alla Chiesa italiana e al Vaticano di dare prova della loro potenza. “La legge di Dio è superiore a quella degli uomini”, ha persino teorizzato l’arcivescovo di Torino, senza che nessuno al governo se ne sentisse turbato.
Ottanta anni dopo il concordato, l’Italia resta sotto la costante influenza del più piccolo stato del mondo? “La Chiesa si sente forte in Italia – spiega Marco Impagliazzo, uno dei responsabili della comunità di San Egidio. – Non cerca di intimidire, ma esercita il suo magistero in nome della parola di Dio e del Vangelo. Anche se perde alcune battaglie, deve combatterle ugualmente”. Le battaglie perse? L’autorizzazione al divorzio, nel 1975, all’aborto nel 1981 – accompagnato dal diritto dei medici di far valere la loro “obiezione di coscienza”. Le battaglie vinte? La pillola del giorno dopo è introvabile; i pacs non hanno mai visto la luce; la legge sul testamento biologico si fa aspettare da anni; il risultato del referendum del 2005 sulla procreazione assistita non è stato convalidato per il mancato raggiungimento del quorum dopo che la Chiesa e il Vaticano si erano appellati all’astensione.
Nell’ufficio del direttore dell’Osservatore Romano, il “Giornale ufficiale” del Vaticano, Gian Maria Vian assicura:”Sono soprattutto la storia e la geografia a spiegare la specificità dell’influenza della Chiesa in Italia. Il Vaticano è in Italia, non ci si può fare nulla. Già, nel Purgatorio, Dante affermava: ‘Cristo è romano’.” Questa “specificità” – illustrata anche dal fatto che lo Stato italiano si fa carico dello stipendio dei preti-, altri la chiamano “intrusione permanente” e ricordano l’epoca in cui il Vaticano spingeva Alcide de Gasperi ad allearsi con i fascisti del Movimento Sociale Italiano e scomunicava i comunisti. Oggi, questa strategia non è più in essere. Ma, ogni settimana, il Cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato della Curia romana, incontra ministri e dignitari dello Stato italiano. Tentativi di intimidazione? “Piuttosto una preoccupazione, spiega Vian, verso l’aria dei tempi, le opinioni veicolate dai gruppi di pressione, la rivendicazione di nuovi diritti.”
Tuttavia, dopo la caduta della Democrazia Cristiana (DC) nel 1992 – epoca in cui Giovanni Paolo II fece dire una “preghiera per l’Italia” -, si poteva pensare che la Chiesa avrebbe perso la sua influenza. Ma, nonostante il Papa non sia più italiano dal 1978, la Penisola resta il “giardino” del Vaticano, il paese in cui ha stabilito la sua linea di difesa. Con la DC, molti piccoli partiti laici di sinistra e di destra, che avevano saputo stabilire un dialogo critico con essa, sono spariti nella tempesta dell’operazione “Mani pulite”. L’elettorato cattolico si è diviso tra centro destra e centro sinistra.
“I partiti sopravvalutano il peso di questo elettorato”, spiega Marco Politi, vaticanista per il quotidiano La Repubblica e autore de “La Chiesa dei no” (Mondadori). “Ma nel sistema bipolare attuale, in cui la maggioranza può giocarsi intorno a 20000 voti, nessuno può rischiare di inimicarselo, anche se, secondo i sondaggi, la maggioranza degli italiani desidera l’indipendenza del processo legislativo”.
“Sub-appaltando” alle parrocchie e alle associazioni caritatevoli cattoliche una buona parte della politica sociale, lo Stato ha fatto della Chiesa una potente protagonista del dibattito pubblico. Ma è sbagliato immaginare che si esprima solo in favore di una forma di reazione di destra. Su alcuni punti (immigrazione, razzismo, sicurezza), si allinea sulle posizioni della sinistra. Alternando timidi ripiegamenti e dichiarazioni generose, la Chiesa fa girare il dibattito attorno alle sue posizioni e lo Stato, che ha costruito la sua unità riducendo la superficie dell’ex Stato papale alle dimensioni di un fazzoletto, le concede una forza che non ha altrove. “La Chiesa è una delle poche istituzioni uscite quasi indenne dal periodo fascista”, spiega Jean-Dominique Durand, professore di storia a Lyon-III, che è appena stato nominato “consulente” presso il consiglio pontificio della cultura. “Il Vescovo resta il difensore della città. Ha l’autorità e, secondo lui, il diritto di intervenire nel dibattito pubblico.”
Questo “diritto” gli viene contestato dalla piccola Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR). Come ogni anno tale associazione si prepara a “celebrare” alla sua maniera l’anniversario degli accordi lateranensi. Per il 2009, aveva previsto, come a Londra e a Barcellona, di far circolare a Genova degli “autobus atei”. Agitazione del sindaco, agitazione dei vescovi, agitazione dei conducenti che si sono appellati all’”obiezione di guidare” e ritiro della campagna. Tuttavia, secondo Raffaele Cascano, uno dei dirigenti dell’associazione, “sempre più italiani ne hanno abbastanza dell’influenza del cattolicesimo diventato una specie di religione civile”. L’UAAR si prepara ad aprire una sede a Roma, nel cuore stesso del cattolicesimo. Ma il comune, che copre una parte dei costi delle associazioni della città, non ha trovato un euro per aiutare quest’ultima.
E qui c’è l’originale per chi ha un po’ di dimestichezza con il francese
Grazie ai miei “consulenti privati”, ho appena scoperto che oggi si celebra il “battesimo di Cristo al Giordano, per opera di Giovanni Battista!”. L’11 gennaio, infatti, sembrerebbe che il signor Gesù Cristo, alla veneranda età di 30 anni, abbia deciso, da uomo maturo e responsabile di sè stesso (nonostante le sue quotidiane affermazioni che, oggi, lascerebbero chiunque perplesso sul suo effettivo stato mentale…) di ricevere il battesimo.
In occasione di questa ricorrenza, il signor Ratzinger, che il fato (o la necessità?) ha voluto essere eletto a capo della Chiesa Cattolica, ha personalmente (!) battezzato una decina di inermi bebè e ne ha approfittato per dichiarare quella che sembrerebbe l’ennesima litanìa di una confessione religiosa orami logora.
Ma alcune parole, nel suo discorso, sembrano lasciar trapelare un messaggio nascosto.
Nel leggere tra le righe , le seguenti frasi sembrano dire qualcosa in più di quanto non facciano effettivamente:
“Il bambino non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio”.
“…Se, con questo sacramento, il neo-battezzato diventa figlio adottivo di Dio, oggetto del suo amore infinito che lo tutela e difende dalle forze oscure del maligno, occorre insegnargli a riconoscere Dio come suo Padre ed a sapersi rapportare a Lui con atteggiamento di figlio.”
“Non si fa loro violenza, ma si dona loro la ricchezza della vita divina in cui si radica la vera libertà che è propria dei figli di Dio… Voi dunque oggi affidate i vostri figli alla bontà di Dio, che è potenza di luce e di amore; ed essi, pur tra le difficoltà della vita, non si sentiranno mai abbandonati, se a Lui resteranno uniti. Preoccupatevi pertanto di educarli nella fede…”
Mi viene spontaneo percepire un retrogusto di paura in queste affermazioni all’apparenza banali per un papa. C’è qualcosa che spaventa il signor Ratzinger… e quel qualcosa sembra essere il sempre crescente fenomeno dello sbattezzo che sta faticosamente emergendo (seppur ignorato dai mezzi di comunicazione di massa tradizionali) nel nostro tristemente arretrato Paese. Forse i dinosauri cattolici iniziano a sentire sul collo il fiato di chi decide di riacquistare la propria dignità ripulendosi dell’onta dello sbattezzo loro inflitto in tenera ed inerme età.
Non dimentichiamo che meno fedeli = meno potere e meno soldi e, alla lunga, fine dell’egemonia cattolica e ripristino di uno stato laico e super partes!
Speriamo che quel giorno sia vicino. Per accelerare il processo, non posso che rinnovare il mio invito allo sbattezzo a tutti i lettori, suggerendo anche di coinvolgere amici e parenti che potrebbero essere interessati.
Linko qui un filmato molto interessante e ben fatto, un DOCUMENTARIO SULLO SBATTEZZO, realizzato da Current TV, il canale televisivo di Al Gore (non avrete mica creduto che se ne fosse occupato la RAI o Mediaset?
)
BUONA VISIONE!
Aggiungo in chiusura questo dettaglio molto divertente che, per chi crede in riti magico-religiosi e simboli, può avere un significato decisivo:
Il Papa, mentre battezza 13 neonati, perde uno dei simboli del suo potere
Al termine della celebrazione durante il Papa ha battezzato 13 bambini, il Pontefice ha perso l’anello del Pescatore, che fa parte ufficialmente delle insegne del Papa, che la Chiesa Cattolica identifica come il successore di San Pietro, il cui mestiere era quello di pescatore.
L’anello si è sfilato dalle mano destra del Papa ed è caduto sul tappeto vicino all’altare. Il simbolo papale è stato quindi raccolto dal cerimoniere pontificio che lo ha restituito a Ratzinger.
*tratto da: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=77562
Ho trovato un documentario sullo sbattezzo molto interessante.
Personalmente, sono al momento in attesa della ratifica dello stesso da parte del parroco del mio paesino natale.
Ho avuto anche modo, seguendo la prassi cattolica che cerca di scoraggiare infantilmente gli “sbattezzandi” con piccoli pretesti in attesa di soddisfare (devono farlo obbligatoriamente!!
) la richiesta, di fare anche una chiacchierata col vescovo. Ne parlerò in futuro, a tempo debito
Intanto vi invito a visionare il seguente documentario realizzato da Current TV*:

E’ molto utile per diffondere l’iniziativa e sensibilizzare l’opnione pubblica
* Current TV è un’emittente televisiva indipendente guidata dall’ex vice presidente USA, premio Oscar per il documentario ecologista Una scomoda verità e Premio Nobel per la Pace 2007, Al Gore e dall’imprenditore e avvocato Joel Hyatt. La TV andò in onda per la prima volta a mezzanotte del 1º agosto 2005. Una seconda rete, attiva nel Regno Unito e in Irlanda è operativa da marzo 2007 tramite la piattaforma Virgin Media. L’8 maggio 2008 è stata lanciata anche in Italia sul canale 130 di Sky Italia. [wikipedia]
Da qualche tempo Fini sta battendo una strada nuova.
Visto che in Italia, per tradizione e cultura, principi e parole non hanno alcun valore, come il poliedrico Silvio (ma non è solo in ciò) dimostra quotidianamente, il “nostro” Presidente della Camera ha deciso che non è più il caso di sostenere anacronistici slogan e arcaiche posizioni pubblicamente; è molto più conveniente, infatti, scegliere un approccio verso la massa che sia blindato dagli attacchi di chi, per qualche strano motivo, ancora crede negli ideali di uguaglianza e rispetto reciproco.
Fu cosi che, quando l’autunno appena faceva capolino sull’umida Italia, il nuovo Gianfranco si produceva in uno stoico discorso che ha provocato immediate proteste da parte dei “giovani fascisti” italiani, in cui asseriva che “ogni democratico deve essere anti-fascista” e che “la destra si deve riconoscere nei valori dell’anti-fascismo“:
D’altra parte, la sua espressività in tale occasione, degna della migliore performance di Nicoletta Braschi o dell’equivalente Monica Bellucci, che tanto rappresentano il cinema italiano all’estero, era probabilmente il frutto di anni di allenamento a cui era stato spronato dalla figuraccia fatta in sede europea nel lontano (?) 2003 alle spalle del nostro divertentissimo (nonchè compiaciuto) Presidente del Consiglio che si dilettava nel rispondere alle domande postegli dal deputato Martin Schulz accusandolo di essere degno di interpretare un kapò nazista, come questo video ci ricorda:
Ma Fini è oggi un oratore professionista e, in occasione dei 70 anni della proclamazione delle leggi raziali, ha pensato bene di lasciarsi sfuggire un leggero, quasi impercettibile revisionismo storico. Lo scaltro portavoce della destra italiana ha così ammesso, con un flebile sospiro, che, nonostante l’implicazione del pensiero mussoliniano in questa vergognosa vicenda della nostra storia, “l’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia. C’è da chiedersi perchè la società italiana si sia adeguata, nel suo insieme, alla legislazione antiebraica e perchè, salvo talune eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno - e duole dirlo – da parte della Chiesa cattolica“.
La furiosa protesta levatasi in favore del Vaticano e della Chiesa Cattolica, purtroppo ha fatto passare in secondo piano l’elegante mossa del leader di AN che ha cosi brillantemente scaricato parte delle enormi responsabilità del fascismo su capri espiatori più o meno causali. Più, quando accusa la società italiana che, allora come oggi, non ha più colpa, perchè non ha più coscienza né pensiero, ridotta ad un gregge acefalo attento a seguire finanche i più strani ordini impartiti dal dittatore di turno (purchè questi ben sappia come controllare le altrui menti e manipolare il pensiero dei proprio sudditi) . Meno, quando cita la sempre ambigua e paradossale Chiesa cattolica e i giochi di potere di cui essa si è resa (e ancora vi partecipa con sommo giubilo) abile protagonista nel corso dei secoli. A supporto di questa affermazione riporto qui quanto rintracciato negli archivi vaticani da Lucia Ceci, docente di storia contemporanea all’Università di Roma Tor Vergata:
… Perciò l’Italia fascista invoca il contributo della Chiesa cattolica nel «dissuadere unioni tra persone di diversa razza»: «appunto per evitare le nascite dei mulatti, che sono dei degenerati». Risalendo per via gerarchica, la richiesta di Lessona approda sulla scrivania di Pio XI, che sollecita un avviso del cardinale Domenico Jorio, prefetto della Congregazione dei sacramenti. E il 24 agosto 1937, il cardinale Jorio mette per iscritto, all’attenzione di Papa Ratti, un parere sconcertante rispetto al senso comune della morale cattolica. Sì, «a mezzo dei Missionari», la Chiesa avrebbe effettivamente potuto, anzi avrebbe dovuto collaborare — «nei giusti limiti» del diritto canonico — alla campagna per la «sanità della razza». Le «ibride unioni» andavano impedite «per i saggi motivi igienico-sociali intesi dallo Stato»: «la sconvenienza di un coniugio fra un bianco e un negro», e «le accresciute deficienze morali nel carattere della prole nascitura». Segue l’approvazione papale del documento firmato dal cardinale Jorio, trasmesso alla nunziatura d’Italia già il 31 agosto di quel 1937: per la gioia del ministro Lessona, «lieto delle sagge disposizioni della Santa Sede». …*
Naturalmente, il Vaticano, che non è abituato a sentirsi attaccato, proprio come Berlusconi durante il “colloquio” con Schulz, ha reagito scompostamente e le durissime repliche continuano a fioccare sulla testa del povero Fini, ma, almeno stavolta, lo scontro è più interessante del solito perchè, nonostante l’ipocrisia e la mancanza di dignità nell’accettare sinceramente le proprie colpe da parte delle due parti in gioco (la terza parte in causa, l’ormai ammaestrato popolo italiano, non ha ovviamente voce in capitolo), viene portato avanti a colpi di mezze verità (nel caso in cui si parli dell’avversari, naturalmente!) piuttosto che di vistose menzogne.
Sono ancora curioso di vedere se il Vaticano giocherà il jolly, l’altro maestro del paradosso linguistico-morale “italiano”, il prof. Ratzinger, che dall’alto della sua esperienza (in particolar modo di quella giovanile) può parlare a pieno titolo di leggi e odio razziali, e quali straordinari effetti egli sarà in grado di estrarre dal cilindro… pardon: dal camauro!

*testo tratto da: Corriere.it























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